sabato, 31 ottobre 2009

Persian Red Rose

Via Tortona 20 - Milano

Uno dei pochi riferimenti gastronomici, se non l'unico, per la cucina persiana a Milano. Un piccolo take-away con mezza dozzina di tavoli sul retro adibiti al pranzo e alla cena. I piatti sono complessi ed elaborati, ma sempre delicati e mai troppo spicy. Tra le proposte: polo(riso)in quantità, servito con stufati di carne e verdure. Spiccano i khoresht, spezzatini aromatizzati e serviti con frutta. Da non perdere la dolcissima mela caramellata come dessert.

Il caimano


Bruno è un produttore cinematografico di B-movies in crisi sia in ambito professionale che con la moglie, l'ormai ex attrice Paola. Dopo circa 10 anni d'inattività sembra stia per far partire un nuovo progetto sulla vita di Cristoforo Colombo, quando il suo regista di fiducia lo abbandona. Indebitato fino al collo e senza alcun progetto in mente, accetta di produrre il copione di una giovane regista senza neanche leggerlo. Si tratta di un film su Silvio Berlusconi....


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venerdì, 30 ottobre 2009

Il nastro bianco
Regia:
Michael Haneke Con: Burghart Klaussner - Christian Friedel - Ernst Jacobi - Leonie Benesch - Ulrich Tukur - Ursina Lardi Anno: 2009

Locandina del film Il nastro bianco

Strani eventi accadono in una scuola di campagna della Germania del Nord nel 1913: un cavo teso in mezzo alla strada fa inciampare il cavallo del medico, un granaio va a fuoco, due bambini vengono rapiti e torturati. Eventi che sembrano punizioni rituali. Chi c'è dietro?

Si sa che Haneke ha una visione del mondo e dell'umanità perversa e senza riscatto, e questo nuovo film appare ancora più disturbante di altri suoi: anche se non ci sono torture perpetrate da bei giovanotti eleganti su una famiglia innocente come in "Funny games" (pure nella versione americana sempre diretta da lui), né, come in "La pianista", c'è una signora che si tagliuzza con una lametta le parti intime mentre la mamma grida "il pranzo è pronto!". Alla vigilia della prima guerra mondiale, in un villaggio agricolo del Nord della Germania, in cui quasi tutti lavorano miserevolmente al servizio del Barone, accadono incidenti strani e drammatici: una caduta da cavallo provocata, la morte di una contadina, il figlioletto del Barone brutalmente picchiato, quasi accecato il piccolo handicappato figlio dell'infermiera. Nelle modeste se non povere case piene di figli, la vita è tranquilla, patriarcale, piena di orrori nascosti: il pastore protestante, esempio di virtù, punisce a bacchettate i figli indegni di quel nastro bianco che premierebbe la loro purezza, i figli ubbidiscono in silenzio covando le loro segrete vendette, le donne non contano, servono. Il medico vedovo, stanco dell'infermiera-amante, le dice all'improvviso, mi disgusti, ti puzza il fiato, a toccarti ho vergogna di me. Sarà la devota figlioletta quattordicenne a subirne in silenzio, la "voglia di carne profumata". Il lucente bianco e nero senza ombre della pellicola comunica un sinistro senso di mistero che resta tale perché quando il giovane maestro tenta di decifrarlo, sarà il pastore stesso, virtuoso ma ipocrita, a impedirglielo. Haneke spiega fumosamente il senso del suo film, che è universale, riguardando tutta la natura umana e non solo quella tedesca. Ma lo spettatore, agghiacciato, immagina che in quel microcosmo in un quieto angolo della Germania, quegli adolescenti impenetrabili, cinici, sprezzanti, vent'anni dopo saranno adulti; e la loro abitudine a ubbidire in silenzio a un potere autoritario, a trasformare la violenza subita in ferocia sui più deboli e i diversi, la diffidenza, la brutalità, l'ignoranza, l'invidia, che allora li legavano e separavano, avranno uno sbocco politico entusiasta e tragico. Resta la curiosità di sapere dove il regista abbia trovato attori anche molto giovani, tutti bravissimi, di aspetto così antico, miserevole, rustico, corrotto, deformato: a meno che sia il loro talento e quello di Haneke, a trasformarli in dagherrotipi sbiaditi e dimenticati da un secolo in soffitta.

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mercoledì, 28 ottobre 2009

Lo spazio bianco
Regia:
Francesca Comencini Con: Antonia Truppo - Gaetano Bruno - Giovanni Ludeno - Margherita Buy Anno: 2009

Locandina del film Lo spazio bianco

Dall'omonimo romanzo di Valeria Parrella.
Maria aspetta una bambina, non è incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c'è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E' per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell'attesa che sua figlia Irene esca dall'incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un'apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell'attesa.

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lunedì, 26 ottobre 2009

castel sant'elia, vt

castel sant'elia, vt

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lago di vico, vt

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lago di vico, vt

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san martino al cimino, vt san martino al cimino

san martino al cimino

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sutri, vt 

sutri, vt

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sutri, vt

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domenica, 25 ottobre 2009

Castel Sant'Elia

Il convento dei frati francescani di San Michele Arcangelo (Micaeliti) dove si può scendere, lungo un cunicolo di 144 gradini, scavati nella roccia in 14 anni di lavoro dall'eremita Rodio alla fine del Settecento, per raggiungere il santuario di Maria Santissima ad Rupes (meta di pellegrinaggi) dove si venera l'immagine della Vergine, pregevole opera pittorica del XVI secolo. In un ambiente adiacente si conserva una raccolta di paramenti sacri del XII-XVI se­colo tra cui un prezioso cofanetto in legno e lamina di metallo del Duecento.

Attraverso un viottolo campestre (la "strada dei Santi") si raggiunge il fondo­valle, dove si trova la basilica di Sant'Elia, una delle più suggestive di tutta la regione.

San Martino al Cimino

La parte alta del centro dell'abitato, raggiungibile mediante due porte collegate dalla strada principale, conserva la chiesa e il secentesco Palazzo Doria Pamphili fatto costruire da Donna Olimpia Maidalchini, utilizzando parte dei materiali avanzati dalla ristrutturazione del palazzo di proprietà della famiglia Pamphili in piazza Navona a Roma dove di fatto ha abitato fino alla morte del cognato, Papa Innocenzo X.

San Martino al Cimino nasce come borgo intorno alla già esistente abbazia cistercense, per opera di Donna Olimpia Maidalchini, la quale era molto potente essendo la cognata del Papa Innocenzo X. Olimpia infatti pretende dal cognato il titolo di pricipessa di San Martino al Cimino e fatto costruire il borgo, lo popola con i reclusi del carcere di Civitavecchia che fa liberare dal Papa e con le prostitute che erano presenti lungo la Cassia, assegnando alle nuove coppie una dimora all'interno del borgo.

L'abbazia è direttamente collegata con il vicino palazzo Doria Pamphili, tramite una specie di corridoio costruito sopra un arco che collega il chiostro con la piazza retrostante la stessa abbazia.

L'edificio religioso presenta una facciata solenne ornata da un rosone e da una grande polifora gotica: ai lati si ergono due basse torri campanarie di aggiunta posteriore sormontate da cuspidi piramidali. Particolarmente armonioso è il retro della costruzione con l'abside poligonale di pietra. Sul fianco della chiesa si aprono i resti del chiostro di cui non restano che poche colonne sobrie ed eleganti. L'interno, semplice ed austero, ricorda le grandi cattedrali gotiche e le abbazie cistercensi per l'altissimo soffitto a crociera, le ampie finestre ed il colonnato con pilastri a croce.

Sutri

La storia di Sutri (anticamente Sutrium) è testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici nella zona appartenenti a diverse epoche. Le sue origini sono molto antiche, probabilmente risalenti all'età del bronzo. La sua fondazione è, secondo la leggenda, da attribuirsi ad un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi. Altre leggende parlano della fondazione da parte di Saturno, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello stemma ufficiale del comune.

Ebbe un forte sviluppo nel periodo di dominazione etrusca, come centro agricolo e commerciale. Come passaggio obbligato per l'Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio. Tra il V e l'VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini. Sutri divenne una delle numerose submansiones dei Templari.

Il Duomo: l'edificio è di epoca romana, costruito su un preesistente edificio molto più antico, la cui struttura e soprattutta la facciata fu rimaneggiata in stile barocco.
Da vedere la sottostante cripta, più volte sottoposta ad opere di consolidamento.

Chiesa della Madonna del Parto, si tratta del Mitreo, il luogo di culto, completamente scavato nel tufo, dedicato al dio Mitra e poi adibito a chiesa. All'interno conserva una suggestiva struttura ed un importante affresco.
Orario per le visite: 8,00-14,00.
Villa Savorelli: splendida villa settecentesca che si trova sul colle del Parco Archeologico a cui si accede attraversando il "Bosco Sacro". Spesso ospita importanti manifestazioni culturali.
Parco Archeologico: comprende la vasta necropoli che si estende alle porte del paese, risalente al VII-IV sec. a.C, e dell'area archeologica che si estende tutta intorno.
Anfiteatro romano: uno dei più importanti monumenti d'Italia. Opera attribuita agli Etruschi per il tipo di architettura, ma più probabilmente opera dei Romani.
Orario per le visite: tutti i giorni 9,00-13,00. Chiuso lunedì.

Go Thai

via Cesare Baronio, 143
tel. 06 7847723 cell 3496091917

Per chi ama la cucina orientale ma non si vuole fermare al tradizionale ristorante cinese, consiglio senza ombra di dubbio una visita al GoTahi. E' un ristorante specializzato in cucina thailandese e vietnamita, situato in una bella zona di Roma.
L'ambiente è molto gradevole, arredato con cura e con gusto. Non si vedono gli arredi con i dragoni o con le incisioni in cinese, tanto per intedenderci. Tutto è gestito con grande attenzione e il personale è sempre disponibile e cortese ad introdurvi nelle meraviglie della cucina orientale. Vastissima è la scelta dal menù completo anche di numerose varianti di sushi. Tutti i piatti di pesce sono rigorosamente con prodotto fresco e anche il prezzo sembra ovviamente riflettere questa offerta. Ribadisco che non si tratta della classica osteria cinese di quartiere ma di una valida scelta per deliziarvi con piatti thai e vietnamiti curati in ogni dettaglio.

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sabato, 24 ottobre 2009

galleria borghese, post mostra Bacon-Caravaggio 

galleria borghese, post mostra Bacon-Caravaggio 

galleria borghese, post mostra Bacon-Caravaggio

galleria borghese, post mostra Bacon-Caravaggio

galleria borghese, post mostra Bacon-Caravaggio

 

 

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sabato, 24 ottobre 2009

mostra Caravaggio e Francis Bacon

Fino al 24 gennaio 2010 la Galleria Borghese, a Roma, ospiterà la tanto attesa mostra che accosta due geni della pittura, Caravaggio (1571-1610) e Francis Bacon (1909-1992). L'esposizione va ad aprire le celebrazioni per il IV centenario della morte di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, e il I centenario dalla nascita di Bacon. Nella Capitale così sono arrivati una decina di dipinti del Caravaggio che arricchiscono la raccolta del museo romano e una ventina di tele dell'artista inglese.

Del Caravaggio sono esposte quattordici tele, sei della collezione permanente del museo Borghese e otto prestiti come la "Negazione di Pietro" del Metropolitan di New York, la "Caduta di Saulo" di Santa Maria del Popolo a Roma, la "Resurrezione di Lazzaro" del Museo regionale di Messina, il "Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta" di Palazzo Pitti, il "Martirio di Sant'Orsola" di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. Di Bacon, invece, sono esposte sedici opere, considerando i due trittici in tutto venti. Tra queste il Trittico "August 1972" della Tate Gallery di Londra e il "Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus" di Oslo.

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il Diavolo

Locandina del film Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il Diavolo

Parnassus è un uomo con uno straordinario dono, quello di riuscire a realizzare i sogni del pubblico del suo piccolo spettacolo itinerante chiamato l'Imaginarium. Questo dono così speciale gli è stato fatto centinaia di anni fa da Mr. Nick, un uomo divertente e scanzonato che altri non è se non il Diavolo in persona e che in cambio di questo prodigioso potere chiede che, se mai avrà una figlia, Parnassus ne consegni a lui l'anima al compimento del sedicesimo anno d'età. Valentina, la figlia del Dr. Parnassus ha quasi 16 anni e Mr. Nick è pronto a riscuotere il premio. Naturalmente Parnassus che conosce il Diavolo come le sue tasche, è convinto di riuscire a ingannarlo coinvolgendolo in un'altra scommessa con una posta ancora più alta. Il Diavolo sembra essere in vantaggio, ma Parnassus ha un asso nella manica in Tony, un giovane seducente e dal passato un po' misterioso che innamoratosi della bella Valentina sarà decisivo per riuscire a far vincere la scommessa allo scaltro Parnassus e porre rimedio una volta per tutte agli errori compiuti in passato.

 

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venerdì, 23 ottobre 2009

Aguirre, furore di Dio

Un film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Helena Rojo Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling Titolo originale Aguirre, der Zorn Gottes. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 94 min. - Germania, Messico, Perù 1972.
Locandina Aguirre, furore di Dio

Nel 1560 una spedizione spagnola, guidata da Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco, discende la Cordigliera delle Ande alla ricerca del mitico El Dorado. La giungla inestricabile la blocca. Si invia allora un pattuglione esplorativo, munito di zattere, sul fiume Urubamba al comando di Pedro de Urrua al cui fianco è l'ambizioso e spietato Lope de Aguirre. Finirà vittima della sua folle megalomania. Girato con pochi mezzi in Perú, il 5° film di W. Herzog è leggibile a 3 livelli: 1) racconto di avventure e di viaggio che ha al centro il tema di una profanazione fallita, 2) tragedia di un eroe del male (con un Kinski strepitosamente nevrotico) sui temi della ribellione e della solitudine, 3) parabola politica sull'imperialismo coloniale. Vi coabitano uno straniamento epico di timbro brechtiano e una tensione onirica, allucinata. Fotografia di Th. Mauch.

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lunedì, 19 ottobre 2009

Roma, Caterina de Medici in una mostra al Vittoriano

 

Dal 16 ottobre al 22 novembre 2009 il Complesso del Vittoriano, ospita la mostra a ingresso gratuito “Caterina de’ Medici. L’arte del saper fare bene italiano”. Assoluta protagonista la grande regina italiana, che sedette sul trono di Francia, nipote di Lorenzo il Magnifico e moglie di Enrico II di Valois. La mostra offre al pubblico la possibilità di ammirare opere provenienti dagli Uffizi, dalla Galleria Palatina di Firenze, dal Museo Carnavalet di Parigi. Tra gli altri, i celebri ritratti realizzati da François Clouet, il Ritratto proveniente dalla Galleria Palatina di Firenze, il Violino Carlo IX del 1556 proveniente da Cremona e la Lettera scritta a Michelangelo con la quale la regina ha richiesto all’artista una statua equestre di Enrico II. Patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio, l’esposizione è promossa dalla Fondazione Marilena Ferrari . Marilena Ferrari dice: “Donna forte e volitiva, Caterina de’ Medici, regina di Francia italiana, originaria di una delle più colte e raffinate famiglie fiorentine. Nipote di Lorenzo il Magnifico e figlia del Duca d’Urbino, moglie del re Enrico II , madre di tre sovrani, Francesco II, Carlo IX e Enrico III, essa stessa reggente della corona per lungo tempo, Caterina fu una donna di rara intelligenza, di grande cultura e di raffinatissimo gusto oltreché dotata di un carattere forte e di una tenacia encomiabile che la sostenne nella silenziosa e paziente sopportazione delle molte umiliazioni che dovette sostenere al cospetto della corte francese che la disprezzava in quanto straniera e non di sangue reale“.La mostra, ad ingresso gratuito, è aperta dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 18.30 e il venerdì, sabato e domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30. L’accesso sarà consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura.

Dada e Surrealismo in mostra a Roma

 

Si terrà dal 9 Ottobre 2009 al 7 Febbraio 2010, presso il complesso del Vittoriano a Roma, la mostra La riscoperta di Dada e Surrealismo. Una delle più imponenti e complete mostre mai realizzate su Dada e Surrealismo a cura dello storico dell’arte, saggista, poeta e filosofo Arturo Schwarz. Oltre 500 opere tra olii, sculture, readymade, assemblaggi, collage, disegni automatici ripercorrono nella sua interezza la nascita, il susseguirsi dei Manifesti e delle principali mostre, il cammino figurativo dei tanti protagonisti di questi due movimenti rivoluzionari che tanto potere eversivo hanno avuto tra le avanguardie artistiche del Novecento e tanta influenza hanno esercitato sull’arte successiva alla prima metà del secolo scorso.

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domenica, 18 ottobre 2009

aristocampo Trastevere Aristocampo. Trastevere

aristocampo Trastevere

p.zza Colonna

piazza della greca contro razzismo

piazza della greca contro razzismo

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