









Museo criminologico MUCRI
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Inaugurato nell'ottobre del 1931, divenne un espositore permanente di testimonianze della realtà criminale.
Il museo si articolava nelle seguenti sessioni:
- sessione del delitto;
- attività statale contro i delinquenti;
- esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza;
- sezione storica contenente bandi ed editti, strumenti di tortura
e di esecuzioni capitale.
Al vecchio sistema di sale tematiche è stato sostituito un percorso cronologico che, utilizzando la struttura architettonica dell'edificio che ospita il museo (anch'esso una prigione, fatta costruire da papa Leone XII nel 1827) presenta un itinerario storico suddiviso in tre periodi, ognuno dei quali corrisponde a una sessione.
Ogni sessione è stata ripartita in frammenti o unità espositive di base che, a loro volta, presentano al loro interno ulteriori
suddivisioni per vetrine.
Le sessioni sono così divise:
- DELLE PENE E DEI DELITTI
- LO SPIRITO DELLA RAGIONE
- IL CONTROLLO SOCIALE DELLA DEVIANZA
Via del Gonfalone, 29 - 00186 - Roma
Tel. 06/68300234
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Esposizione fotografica che testimonia le trasformazioni avvenute dalla caduta del Muro fino ad oggi: uno sguardo documentario su paesaggi, strade, edifici della Germania dell’Est e i luoghi segnati dalla presenza del Muro.
La mostra del Goethe-Institut presenta una selezione rappresentativa di fotografie tratte dal progetto ORTSZEIT LOCAL TIME.
Attraverso 36 fotografie, rigorosamente in bianco e nero, l’artista testimonia le trasformazioni avvenute dalla caduta del Muro fino ad oggi: uno sguardo documentario su paesaggi, strade, edifici della Germania dell’Est e i luoghi segnati dalla presenza del Muro. Gli scatti sono inoltre corredati da brevi annotazioni che forniscono interessanti informazioni riguardanti le costruzioni e che richiamano l'attenzione su particolari dettagli delle immagini.
la villetta SL garbatella
FESTA DI SINISTRA E LIBERTA'
La Villetta della Garbatella, sede storica dell'allora PCI, quindi centro culturale di uno dei rioni più belli e genuini della capitale (invasione dei Cesaroni permettendo), un buon pretesto per fare un pò i turisti per Roma. Sino a settembre possibilità di cenare.
La Villetta, in via Francesco Passino 26 (subito dopo il csoa La Strada a destra).
Nicola è un giovane poliziotto che ama il teatro e vorrebbe diventare attore. Laura è una studentessa universitaria di matrice cattolica pronta a lottare contro l'ingiustizia. Libero è un leader del movimento studentesco. Gli anni sono quelli che precedono, attraversano e seguono il 1968 e i suoi rivolgimenti. Nicola, infiltrato dai suoi superiori nel movimento, si innamorerà di Laura e cercherà anche di comprendere un mondo che gli è al contempo congeniale e lontano.
Michele Placido decide di raccontare se stesso e la sua gioventù. Lo fa cercando di descrivere mondi differenti che si incontrano/scontrano in un periodo di fermenti sociali e culturali. L'operazione riesce a metà perché il dato personale e autobiografico al contempo frena e fagocita lo sguardo complessivo. Placido non è il primo a farsi in qualche modo condizionare dalla narrazione di se stesso. È sufficiente citare l'Almodovar de La mala educacion per ricordare come il regista spagnolo abbia costruito il suo film più algido proprio quando basava il soggetto su esperienze personali adolescenziali. Placido qui non sembra essere stato il regista di Romanzo criminale, in cui pure narrava della relativamente recente storia sociale e politica dell'Italia. La tensione che percorreva quel film, offrendoci una lucida lettura di fatti più o meno noti, finisce qua con il disperdersi. Il grande sogno si ritrova con il dire di più del complesso rapporto con la liberazione sessuale dei suoi protagonisti di estrazione sociale diversa che non del complessivo ‘grande sogno' di una generazione.
Anche se i paragoni sono sempre azzardati non si può non pensare a La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana in cui, quasi rileggendo uno degli slogan dell'epoca, il privato si faceva politico e viceversa. Qui è come se ci fossero due film in uno. L'uno narra delle vicende amorose di Nicola, Laura e Libero e l'altro delinea un ritratto di quegli anni esplorato con uno sguardo forse inconsciamente unilaterale. Uno sguardo che, e in questo Placido è scopertamente sincero, è ancora quello del poliziotto Michele che osserva, senza davvero comprenderlo fino in fondo, un tentativo di cambiare il mondo per lui tanto confuso quanto in fondo velleitario perché dai sogni ci si risveglia. In giorni poi di rinnovata polemica sul ‘cattocomunismo' il personaggio di Laura (che resta positivo nonostante le sue contraddizioni e ha una matrice cattolico progressista) finisce col far nascere quesiti sul ‘chi produce cosa' nel nostro sempre più complicato Paese.
Basilica di San Nazaro in Brolo

La basilica di San Nazaro in Brolo o San Nazaro Maggiore, anche nota come basilica apostolorum, è una basilica milanese, che si trova nell'omonima piazza, fatta edificare da sant'Ambrogio da Milano nel IV secolo.
Dopo il 386, il vescovo Ambrogio promosse, a Milano, la costruzione di una serie di nuove basiliche, dedicate ciascuna ad una diversa tipologia di santi, (non esisteva ancora l'usanza di intitolare le chiese a un santo solo). Furono così costruite una basilica per i profeti (dedicata poi a San Dionigi, della quale si conosce solo la localizzazione vicino ai bastioni di Porta Venezia), una per i martiri (martyrium), che in seguito ospitò le sue spoglie e divenne la basilica di Sant'Ambrogio), una per le vergini (futura basilica di San Simpliciano) ed una per gli apostoli, san Nazaro in Brolo appunto.
All'interno della stessa basilica, si trova un esametro dettato dallo stesso vescovo, dove sostanzialmente egli dice com'era la pianta della basilica e che attesta la sua paternità. La basilica apostolorum era stata posizionata su una delle strade più importanti della città, la via che porta verso Roma, che proseguiva oltre il sito della basilica fino ad unirsi alle mura cittadine localizzate in piazza Missori. Per sottolineare questa importanza la via era porticata.
Chiesa di Santa Maria presso San Celso
Iniziata da Gian Giacomo Dolcebuono e da Giovanni Battagio nel 1493, in pieno Rinascimento per accogliere un'icona miracolosa della Madonna, fu inizialmente a pianta centrale. La prima parte ad essere costruita fu infatti la cupola ottagonale, coperta all'esterno da un tiburio con un loggiato ad arcatelle, ornato da dodici statue in cotto di Agostino De Fondulis secondo la più pura tradizione architettonica lombarda. Nel 1494 venne richiesto all'Amadeo di fornire un modello e nel 1498 lo stesso si incaricò di procurare colonne e capitelli per il tiburio.
Nel 1506 all'impianto amadeesco originario venne aggiunto un corpo longitudinale a tre navate, di cui la principale è coperta da una monumentale volta a botte cassettonata, ad opera di Giovanni Antonio Amadeo; al presbiterio fu anche aggiunto un deambulatorio poligonale, sul modello del Duomo di Milano.
Vi si conservano inoltre numerosi affreschi e pale d'altare di artisti lombardi del Rinascimento e del Barocco: Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Camillo e Giulio Cesare Procaccini, Carlo Francesco Nuvolone, Antonio Campi, Bergognone, Callisto Piazza. Da segnalare soprattutto Giovan Battista della Cerva, e, all'altare del transetto destro, una bella pala di Paris Bordone. Il coro è decorato con stalli su disegno di vari artisti; il leggio ligneo è stato disegnato da Giuseppe Meda.
Nel transetto sinistro, all'interno di un altare disegnato da Martino Bassi, si conserva la veneratissima statua marmorea dell'Assunta di Annibale Fontana (1586), completata in seguito da due angioletti reggicorona di Giulio Cesare Procaccini.
San Celso
Alla destra della facciata, un po' arretrata per la demolizione di quasi tutte le sue campate nel tardo XVIII secolo (ne resta traccia negli archi rimasti all'aperto del sagrato), si trova la chiesa romanica di San Celso, fondata nel IV secolo ma ricostruita nel XI. Questa chiesa era stata importante per essere in assa conservate le reliquie di San Celso, il santo legato a Nazario (le cui reliquie erano invece in San Nazario).
La fronte in mattoni (rifatta in stile neo-romanico nel XIX secolo) è decorata da un rosone e da un portale romanico con rappresentazioni zoomorfe.
All'XI secolo risale anche il bel campanile.
S. GIORGIO AL PALAZZO
Nome derivante dal vicino palazzo imperiale ai tempi dei Romani. La facciata Barocca fu rifatta nel 1774,l'interno ristrutturato nel 600 fu di nuovo sistemato nel 1821 da Gagnola, la cupola(1889) ci ricorda quella di S.Giovanni dei Fiorentini a Roma con forma snella. Le cappelle conservano dipinti di G.Ferrari (S.Girolamo) e di B.Luini(Incoronazione di spine, la Crocefissione). Belli i capitelli cruciformi facenti parte della chiesa Romanica e la sagestia e nel cortile a sinistra si trovano alcuni frammenti della chiesa romanica ed un rilievo Gotico sulla porta datato 1308, S. Giorgio che uccide il drago. Fondata dal vescovo Natale nel 750, venne ricostruita su impianto romanico (1129) e rivestita all'interno in stile classico dal Cagnola, venne poi deformata dal Parrocchetti con l'innesto di un transetto a cupola Da ricordare nella terza cappella a destra un ciclo del Luini di tavole e affreschi (1516), dove si può ammirare la "Deposizione" in stile rinascimentale. L'altare maggiore dell'architetto F. Croce, (1735-40) è in pietre pregiate e legno dorato, nella canonica sono raccolti frammenti di sculture preromaniche e romaniche sulle fasi primitive della Chiesa.
I PERCORSI SEGRETI DEL CASTELLO E LA STANZA DELLE GUARDIA

LE MERLATE: i camminamenti di ronda che collegano le varie torri del Castello, dai quali si percepisce esattamente la struttura architettonica dell'edificio, con splendida vista sul centro della città.
LA STANZA DELLE GUARDIE: all'interno del Torrione dei Carmini è stata allestita la ricostruzione della "stanza delle guardie" così com'era in età sforzesca, con le armi che caratterizzavano l'equipaggiamento dei soldati del Castello e alcuni oggetti d'uso comune tipici del XV e XVI secolo.
Tour completo per adulti (merlate, Stanza delle Guardie e Corte Ducale)
Domenica, ore 15.00