sabato, 28 febbraio 2009

KetumBar


Via Galvani, 24

Ketumbar è il nome malese del coriandolo. Il locale, aperto nel 1999, è ricavato all'interno di uno storico edificio che si addentra nel Monte Testaccio, immenso deposito di frammenti sovrapposti di anfore romane.
E' composto da quattro sale in stile orientale, ma da alcune grandi vetrate sono visibili i frammenti storici di epoca romana che compongono i muri. La sala dedicata al sushi comprende un unico tavolo basso, cuscini a terra e un grande acquario a fare da sfondo. Le sale sono unite tra loro da un bancone bar, dove si può anche cenare, con gli chef che preparano i piatti a vista.
Un ambiente sofisticato e alla moda, illuminato e riscaldato da molte candele. I mobili cinesi antichi sono di Marescotti Ruspoli, proprietario del negozio di arredamento Yaki. A contorno, foto scattate in Estremo Oriente e personale abbigliato di conseguenza.
La cucina propone sia piatti mediterranei che piatti giapponesi. Chiusa la cucina, rimane aperto il bar fino alle tre di notte.
Lista dei vini molto curata, con oltre 300 etichette, così come buoni e variegati sono i cocktail.
Musica etnica con dj resident. In programma anche eventi musicali con alcuni dei dj più famosi (vedi Padilla e Challe), che si alternano alla consolle del Ketum.
Alla moda, ma non troppo caro e senz'anima come ci si aspetterebbe.

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sabato, 28 febbraio 2009

'ADRENALINA, L'ARTE EMERGE IN NUOVE DIREZIONI'

  

"Adrenalina. L'arte emerge in nuove direzioni", all'Ex Mercato Ebraico del Pesce di Roma, in via di San Teodoro, fino al 21 marzo. Tema della manifestazione, con cui l'assessorato alle

Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventu' del Comune di Roma e Ze'tema Progetto Cultura puntano a far emergere le giovani generazioni di artisti e linguaggi creativi, sara': "L'uomo al centro".

Dopo aver valutato circa 200 domande di partecipazione per un totale di oltre 500 artisti, si e' giunti alla selezione dei 52 giovani di varie nazionalita' (Italia, Iran, Svezia, Croazia, Germania, India, Francia, Australia e Svizzera) che vedranno esposte le loro opere (20 lavori di pittura, 17 di fotografia, 6 sculture, 6 progetti di video arte e 3 lavori che prevedono performance live/installazioni), ogni giorno, dalle 10 alle 20, da domenica a giovedi' e dalle 10 a mezzanotte il venerdi' e il sabato.

L'ingresso per il pubblico e' libero e gratuito, cosi' come la partecipazione ai 13 eventi "on stage", di cui 7 appuntamenti che mettono insieme musica elettronica e video arte, 3 spettacoli di danza contemporanea e 3 incontri del workshop su "La cultura del Dj. L'Arte del mixaggio… dalle origini ad oggi

Gli artisti di "adrenalina" espongono nell'Ex Mercato Ebraico del Pesce in via San Teodoro 74 a Roma.

Collocato in un area dove sin dall’antichità si concentrava la vendita del pesce, grazie alla vicinanza con il Tevere e l’isola Tiberina, nel 1876 fu approvata la costruzione del nuovo mercato in via di San Teodoro e si ordinò la cessazione della vendita del pesce nel Portico d’Ottavia per motivi igienici.
1200 metri quadrati su pianta esagonale per uno spazio dall’enorme poliedricità disponibile ai più diversi allestimenti.

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venerdì, 27 febbraio 2009

La felicità è la tristezza che fa le capriole

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venerdì, 27 febbraio 2009

Giulia non esce la sera

Giulia non esce la sera - visualizza locandina ingrandita
Fotografia: Luca Bigazzi
Produzione: Rai Cinema e Lumiere & Co.
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia 2009
Uscita Cinema: 27/02/2009
Genere: Drammatico
Durata: 105 Min

Guido è uno scrittore di successo, con il suo ultimo libro è entrato nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario. Mentre è alle prese con gli impegni che la candidatura del suo romanzo comporta, inizia a frequentare una piscina e decide di imparare a nuotare, realizzando così un desiderio che coltivava da tempo. Lì incontra Giulia, una donna molto affascinante, soprattutto quando è nel suo elemento: l’acqua. Tra Guido e Giulia nasce una relazione che da subito però rivela delle zone d’ombra. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato misterioso.

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giovedì, 26 febbraio 2009

libertà l'ho vista dormire nei campi coltivati. a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato

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giovedì, 26 febbraio 2009

Berlusconi-Sarkozy, firmato l'accordo
per quattro centrali nucleari

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, al termine dei colloqui bilaterali Italia-Francia svolti a Villa Madama, hanno firmato l'accordo di cooperazione nel campo dell'energia nucleare con il coinvolgimento di Enel e Edf. L'intesa prevede tra l'altro la collaborazione tra le due aziende (aperta alla partecipazione di altri operatori) per la realizzazione di quattro centrali nucleari in Italia a partire dal 2020. Oltre all'accordo sul nucleare, nel corso dei colloqui è stata affrontata una serie di altri dossier tra i quali quello relativo al progetto per la Tav Torino-Lione. Sarkozy ha inoltre espresso apprezzamento per il governo italiano per gli sforzi messi in atto «per convincere i Comuni per la Torino-Lione e per il trasporto modale».

NO al nucleareVent’anni dopo il referendum (1987) le ragioni del NO all'energia nucleare sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie che per la quantità di uranio. Senza contare i costi reali. Non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio, non esiste una filiera che non sia utilizzabile anche a fini militari, le riserve di uranio sono molto limitate. E, non meno importante, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e rappresenta.

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giovedì, 26 febbraio 2009
Good Bye, Lenin!
Un film di Wolfgang Becker. Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Jürgen Vogel
Titolo originale .
Commedia, durata 118 min. - Germania 2003.
Chulpan Khamatova
J�Vogel

1989. Christiane (Katrin Sass) vive nella Germania dell'Est ed è una socialista convinta. La donna cade in coma poco prima della caduta del muro di Berlino. Quando si risveglia, otto mesi dopo, il figlio Alex tenta di evitarle lo shock e fa di tutto per evitare che la madre scopra che il paese è "caduto nelle mani dei capitalisti". Campione di incassi in Germania. Che fare quando la storia va avanti per tenere tranquilli coloro i quali credevano di essere nel giusto? Raccontargli menzogne come gli venivano raccontate prima. Con la non secondaria differenza che a Lenin si è detto goodbye ma il futuro non è rose e fiori. Satira ben calibrata quella di questo film che i tedeschi ( e in particolare i berlinesi) hanno gradito moltissimo. Nel film non c'è un pacchetto di caffè o di sigarette che non ricordi loro un passato recente e non piacevole.

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mercoledì, 25 febbraio 2009

National Geographic – “Madre Terra”

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Una mostra gratuita per ammirare le bellezze della Madre Terra. Cento scatti mozzafiato firmati dai migliori fotografi del mondo uniti dall'amore per il pianeta e votati a un'unica missione: la sua salvaguardia. Dal 7 febbraio al 29 marzo il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà "Madre Terra", una rassegna fotografica organizzata da National Geographic Italia, la testata che da oltre dieci anni ci permette di scoprire gli angoli più affascinanti della Terra, di viaggiare attraverso descrizioni accurate e splendide immagini scattate nei luoghi più remoti di ogni continente.

Si tratta di 101 fotografie, quasi tutte inedite, realizzate nel corso degli anni da 58 reporter di National Geographic. Da Frans Lanting ad Alberto Novelli, da Jodi Cobb a Sandro Santioli, da Steve McCurry a Melissa Farlow, solo per citarne alcuni. Una mostra che è al contempo un inno alla bellezza, spesso selvaggia, del pianeta in cui viviamo e un monito a difenderlo come un bene supremo. Attraverso la sensibilità e la forza degli scatti di questi grandi fotografi ci si mette di fronte, senza mediazione alcuna, ai disastri causati dall'uomo, ci si catapulta nei luoghi in cui sono più evidenti le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici in atto.

Il percorso fotografico di "Madre Terra" si sviluppa come l'avventura di un globetrotter che parte dall'immensa Africa per giungere poi nelle Americhe, tornare in Europa e da qui partire di nuovo alla volta della lontana Asia e dell'affascinante e selvaggia Oceania. Per poi inoltrarsi ancora nelle sterminate coltri di giacchio dei due Poli. Un viaggio tra zone polari e foreste, praterie e deserti, montagne e oceani, villaggi arcaici e ambienti disabitati.


"I 58 autori che espongono in questa mostra usano la macchina fotografica come mezzo e come messaggio. Vogliono che il loro lavoro sia anche testimone dei tempi che viviamo", dice il curatore di "Madre Terra" e direttore di National Geographic Italia, Guglielmo Pepe. La fotografia come passione e come missione, perché - è sempre Pepe a parlare - questi fotografi giramondo "trasmettono - con i loro reportage - una grande passione verso la natura più fragile, verso gli animali più a rischio, verso le genti più deboli. Nelle immagini esplodono contraddizioni, conflitti, drammi, ma anche speranza, serenità, gioia di vivere"

L'obiettivo di "Madre Terra" è proprio questo: affascinare attraverso le immagini, svelare le meraviglie nascoste del pianeta, colpire al cuore con foto scattate in scenari straordinari. Ma anche testimoniare le condizioni di vita di specie animali a rischio di estinzione, di habitat minacciati dallo sviluppo e dallo sfruttamento del territorio, di popoli e gruppi umani che vivono in condizioni ai limiti della sopravvivenza. Un modo per farci acquisire la consapevolezza che le bellezze, le biodiversità, la ricchezza dei territori e dei mari non sono immutabili, ma che anzi sono messe a repentaglio dalla mano dell'uomo, dalla sua bramosia, da scelte spesso scellerate.

E' un viaggio che abbraccia i cinque continenti, quello di "Madre Terra": si può ammirare il ghiacciaio Perito Moreno in Patagonia o la vetta del Monte Bianco, rimanere estasiati di fronte all'imponenza di una balena franca nell'Atlantico o divertiti di fronte allo spettacolo dei pinguini che nuotano nel mare gelido sotto una coltre di ghiaccio, scoprire rettili rarissimi come il tuatara in Nuova Zelanda, trovarsi di fronte a una danzatrice della Papua Nuova Guinea con il corpo interamente ricoperto di cenere, ma anche rimanere commossi di fronte alla devastazione di Herat, in Afghanistan, con le case distrutte dalle bombe.

Esistono molti modi per proteggere il Pianeta. A volte bastano dei piccoli gesti quotidiani, come uno scatto fotografico che illustra un mondo, apre le porte della conoscenza, aiuta a riflettere. Il messaggio dei fotografi di National Geographic è proprio questo.

Madre Terra
dal 7 febbraio al 29 marzo 2009
Palazzo delle Esposizioni, Spazio fontana
via Milano 13 - Roma
Ingresso libero - Info line 06.70473525.

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martedì, 24 febbraio 2009

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martedì, 24 febbraio 2009

Futurismo Manifesto 100x100

 

"Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo".

Il primo manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, lanciato sulle pagine del quotidiano parigino “Le Figaro” il 20 febbraio 1909, fu come una violenta esplosione sullo sfondo di un’Italia contadina e analfabeta, un’Italia che, nelle sue componenti intellettuali, era ancora assopita fra i retaggi di una cultura tardoromantica e ottocentesca.

Velocità, dinamismo, azione, modernità, il mito della macchina e del progresso, insieme al disprezzo per la tradizione e l’accademismo, sono invece i nuovi valori alla base del grido futurista, che si solleva per il rinnovamento della società italiana e per la fine delle vecchie ideologie, affidandosi, quale arma di battaglia, proprio alle speciali modalità del manifesto.
Accanto a Marinetti compaiono ben presto Balla, Boccioni, Carrà, Severini e Russolo che attribuiscono al movimento, originariamente concepito come letterario, una propria concreta fisionomia artistica. Tra il 1910 e il 1914 vedono la luce, solo per citare alcuni scritti fondamentali, il Manifesto dei pittori futuristi, il Manifesto dei Musicisti Futuristi, il Manifesto della Scultura Futurista e il Manifesto dell’Architettura Futurista.

I proclami di Marinetti e compagni si susseguono con intensità crescente, fino a inondare con la tipica verve linguistica e lo spirito di pungente polemica ogni aspetto del vivere civile e ogni forma di espressione artistica. Dal romanzo al teatro, dalla poesia alla danza, dalla fotografia all’architettura, dal cinema alla moda, dalla radio al design, dalla politica al concetto di donna e a quello di amore, approdando, in un documento stilato a quattro mani da Balla e Depero, all’estrema ipotesi di una Ricostruzione Futurista dell’Universo.
Una letteratura sterminata da cui sono stati selezionati per la mostra cento manifesti, come cento sono gli anni trascorsi da quel fatidico 1909. Un viaggio lungo sette lustri (il Futurismo storico si conclude inevitabilmente con la morte del suo fondatore Marinetti, avvenuta nel dicembre del 1944), per rivivere il contesto artistico, culturale e sociale di un Paese in rapida e inarrestabile trasformazione.

La mostra raccoglierà i fogli originali in un allestimento “full immersion”, dinamizzato dall’uso di videoinstallazioni e di multiproiezioni che, con l’ausilio di particolari software, riprodurranno visivamente alcune frasi estratte dai più significativi scritti futuristi e le immagini delle opere e dei protagonisti del movimento.
Particolare attenzione sarà data proprio alla parola nella comunicazione futurista e al sovvertimento del linguaggio e della sintassi tradizionali da questa apportato, con la predisposizione di alcuni strumenti linguistici di supporto alla comprensione (glossari o giochi didattici).

Nell’ambito della mostra sono previsti una serie di eventi legati alle celebrazioni del centenario del primo manifesto, tra cui un concerto del maestro Daniele Lombardi che eseguirà composizioni futuriste e il suo Le son en liberté per pianoforte e live electronics, letture, proiezioni di pellicole futuriste e incontri gastronomici ispirati al Manifesto della Cucina Futurista. Contro la pastasciutta (1930).

Macro Future

20 Febbraio - 17 Maggio 2009

Tutti i giorni ore 16.00-24.00
Chiuso lunedì

Continuità del Futurismo. Sud-Nord

Pippo Rizzo, il Poliparo
 
MICRO
Via Di Monte Testaccio 34a (00153)
+39 0645494495 , +39 0645494495 (fax)
acmicro@libero.it
www.microarte.org
L’esposizione è dedicata ai più grandi artisti del Futurismo, con particolare attenzione alla continuità, spaziale temporale e tematica, da Sud (Giulio D’Anna, Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giovanni Varvaro) a Nord (Giacomo Balla, Fortunato Depero, Roberto Baldessari, etc).
Seguirà l’inaugurazione della Taverna dei Futuristi, luogo ispirato alla famosa Taverna Santopalato di Torino, dove Marinetti, Fillia e gli altri diedero vita alla gastronomia futurista.

orario: 10.00-13,30 / 15-19.00 anche la domenica.
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