RANDAGISMO NOTTURNO SCOPRENDO MONTEVERDE VECCHIA

MONTEVERDE Il quartiere prende il nome, secondo la tradizione, dal culto del dio bifronte Giano, da cui la parola del latino arcaico Janua (porta).
A partire dalla fine del 1800 inizi del '900, partendo dalle pendici del monte Gianicolo verso Trastevere, si iniziarono a costruire ville e villini destinati ad una popolazione alto borghese. Solo a partire dagli anni '20-30 del secolo XX si iniziÚ la costruzione della parte più popolosa di Monteverde. Nonostante la forte densità abitativa il quartiere nel suo complesso mantiene uno dei più alti tassi di zone verdi per abitante, qui hanno sede i due splendidi parchi di Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj, quest'ultimo in particolare tra i più grandi e belli di Roma.
Monteverde si estende su un'altura a circa 80 metri sul livello del mare, fino agli anni '50 il quartiere rappresentava una zona periferica della città ideale per "scampagnate", sfruttando sia il colle che le ampie superfici verdeggianti del Gianicolo, di Villa Sciarra e di Villa Pamphilj.
Monteverde Vecchio fu destinato da subito a zona residenziale e sorsero ville ai due lati di Via Alessandro Poerio, che negli anni 20 costituiva l'arteria principale della zona, mentre nelle vie limitrofe, come Via Fratelli Bandiera, Via Felice Cavallotti, Via Lorenzo Valla ecc., nacquero le palazzine, che permisero una più ampia speculazione edilizia, speculazione che andò via via intensificandosi in accordo col nuovo piano regolatore fascista del 1931 che prevedeva il massimo sfruttamento possibile dei terreni.
Isolate dai due quartieri residenziali, posti sulle colline di Monteverde Vecchio e Nuovo, il regime fascista pensò di far sorgere, nel 1937 al posto di quella sorta di vallata naturale che divideva le due alture le nuove case popolari di Piazza di Donna Olimpia.
Queste, totalmente diversificate, sia dai villini sia dai fabbricati o dalle palazzine, sorsero come spettrali torri al centro di un terreno ancora umido per le acque che vi confluivano e già degradato per la mancanza di servizi elementari di smaltimento. Pier Paolo Pasolini, che qui risiedette per un periodo, nel suo "ì Ragazzi di vita", ambientato fra i grattacielî di Donna Olimpia, così li descrive: grandi come catene di montagne, con migliaia di finestre, in fila, in cerchi, in diagonali. (P.P. Pasolini, Ragazzi di vita, To 1970, pag. 36).
La Roma di Pasolini è fatta di luoghi
ed emozioni che il Poeta ha raccontato sempre in modo geniale e spiazzante. Tra questi, spesso dimenticato, c'è Monteverde, quartiere dove il regista di Accattone visse dal 1956 al 1963. Il Monte di Splendore, la Ferrobedò, il Monte di Casadio, i Ragazzi di vita, il crollo della Franceschi. Nomi e situazioni simboli di una Monteverde socialmente e urbanisticamente diversa da quella di oggi. Pier Paolo Pasolini, personaggio scomodo, quasi travolto dal suo rapporto con questi luoghi.
Un viaggio attraverso le sue opere, il suo
legame con il quartiere e con gli altri grandi personaggi che in queste strade
sono vissuti o vivono.
Pier Paolo Pasolini, lasciato l'impiego di insegnante a Ciampino, si trasferì nel 1954 a Roma nel quartiere di Monteverde. Il sodalizio tra Pasolini e la cosiddetta zona di Donna Olimpia è di quelli destinati a non dissolversi più. Ne sono testimonianza alcuni versi, ma soprattutto il romanzo Ragazzi di vita, primo grande successo del poeta, pubblicato nel 1955. Nei primi due capitoli del romanzo (il Ferrobedò, il Riccetto) continui sono i riferimenti a visioni e paesaggi di Monteverde:
“… Così passavano i pomeriggi a far niente, a Donna Olimpia, sul Monte di Casadio, con gli altri ragazzi che giocavano nella piccola gobba ingiallita dal sole, e più tardi con le donne che venivano a distenderci i panni sull’erba bruciata. Oppure andavano a giocare a pallone lì sullo spiazzo tra i Grattacieli e il Monte di Splendore, tra centinaia di maschi che giocavano sui cortiletti invasi dal sole. Sui prati secchi, per via Ozanam o via Donna Olimpia, davanti alla scuola elementare Franceschi piena di sfollati e di sfrattati...”