Tony Leung Chiu-wai

Cresce ad Hong Kong con la sorella e la madre dopo che il padre abbandona la famiglia. Frequenta i corsi del canale TVB e nel 1982 inizia a lavorare per la televisione partecipando a numerose serie e commedie per il piccolo schermo.
Debutta come attore nelgli anni Novanta, nei film di Won Kar Wai "Ashes of time" (1990) in cui interpretava un cavaliere errante, "Hong Kong express" (1992) e "Happy together" (1997), la storia di due omosessuali ambientata a Buenos Aires.
Leung è stato spesso protagonista di pellicole che hanno riscosso molto successo ai vari festival internazionali come "Città dolente" o "Cyclo" (1995).
E'stato premiato come miglior attore a Cannes per la sua interpretazione in "In the mood for love" (2000) e nel 2002 si riunisce con Wong Kar-Wai per realizzare il film "2046".
Zhang Ymou lo sceglie come protagonista accanto a Jet Li di "Hero".
Di recente ha lavorato nella pellicola di Ang Lee "Lust, Caution" (2007) in concorso alla 64ma Mostra di Venezia.


Benazir Bhutto
RAWALPINDI (Pakistan) - Benazir Bhutto, la leader dell'opposizione pachistana, è stata assassinata oggi da un colpo d'arma da fuoco sparato da un kamikaze che si è successivamente fatto saltare in aria nel mezzo di un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno 20 persone, ha riferito la polizia.
Bhutto, ex premier, la prima donna a ricoprire questo ruolo in un Paese musulmano, aveva appena finito di parlare al raduno per le elezioni parlamentari che erano previste per l'8 gennaio, ma saranno forse rinviate. L'attentatore ha sparato contro la vettura, dalla quale la leader stava salutando la folla. Un giornalista pachistano presente sul luogo ha detto di avere sentito due spari, prima dell'esplosione. Secondo un'altra ricostruzione della polizia riferita dalla televisione pachistana Dawn, gli attentatori erano due. Si sono avvicinati in moto all'auto dell'ex premier e hanno sparato almeno cinque colpi con un kalashnikov, colpendola. I due si sarebbero poi fatti esplodere poco lontano. Fonti giornalistiche a Islamabad riferiscono di un numero di morti maggiore, fra i 20 ed i 35 e di una sessantina di feriti.
Benazir Bhutto era nata a Karachi il 21 giugno 1953. Era la figlia del deposto primo ministro pakistano, Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Muhammad Zia-ul-Haq nel 1979. A 35 anni è stata la più giovane e la prima donna a diventare capo di governo in un Paese musulmano nell’era moderna con l’impegno di battersi per promuovere i diritti civili. Primo ministro pakistano dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996, per due volte è stata costretta a dimettersi per scandali di corruzione di cui si è sempre professata innocente.
Nel 1999 ha lasciato volontariamente il Paese, per un esilio che sarebbe durato otto anni. A luglio 2007 l’ex primo ministro aveva intavolato una trattativa con l’attuale presidente pakistano, il generale Pervez Musharraf, per una divisione dei poteri nel Paese. Grazie a un’amnistia, Bhutto era rientrata nel Paese. Il provvedimento era stato preso da Musharraf nell’ambito di un’intesa che ha garantito a quest’ultimo di diventare per la terza volta presidente del Pakistan.
Natale in piazza prefettura potenza


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Luci sui monumenti contro la pena di morte
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| ROMA – Monumenti italiani illuminati nella notte di Natale per festeggiare la moratoria universale sulla pena di morte approvata dalle Nazioni Unite. Il Vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli ha infatti chiesto ai direttori regionali del Ministero l’illuminazione straordinaria di alcuni importanti monumenti del Paese. E così dalla sera del 24 fino alla mattina del 25 dicembre si accenderanno le luci per «sottolineare il valore morale e civile della decisione dell’ONU, così fortemente voluta dall’Italia, grazie all’impegno del Governo e, in particolare, del ministro agli Affari Esteri Massimo D’Alema, alla incessante mobilitazione del Partito Radicale e al lavoro di tante organizzazioni del volontariato, tra le quali spicca la Comunit… di S. Egidio». «Vogliamo – ha detto Rutelli – che prevalga una cultura della vita e un rigetto della pretesa dell’uomo di togliere la vita a un’altra persona. È un gesto simbolico che sottolinea valori e ideali profondi e singolari della cultura del popolo italiano». Nella notte di Natale i riflettori illumineranno: - il Castello dell’Aquila (Abruzzo), - Palazzo del Podestà a Bologna (Emilia-Romagna), - la Cattedrale di San Lorenzo a Genova (Liguria), - Villa Reale a Monza (Lombardia) - Palazzo Ferretti ad Ancona (Marche). Tra i monumenti che già hanno una illuminazione ordinaria luci speciali dal 24 sera per: - il Colosseo a Roma (fu l’allora Sindaco Rutelli nel 1999 ad assumere l’iniziativa di illuminarlo, nel pieno della campagna contro la pena di morte che, allora come ora, vide in prima linea il Partito Radicale), - i Sassi di Matera - la Piazza del Sedile di Potenza (Basilicata), - Palazzo Arnone di Cosenza (Calabria), - Castel dell’Ovo a Napoli (Campania), - il Castello di Miramare e Basilica di San Giusto a Trieste (Friuli Venezia Giulia), - Castello Pandone di Venafro (Molise), - Giardino del Castello di Racconigi (Piemonte), - Chiesa di San Nicola di Bari (Puglia), - Chiesa di San Saturnino a Cagliari (Sardegna), - Palazzo Pitti a Firenze (Toscana), - la Fontana Maggiore di Perugia (Umbria) - la Chiesa del Redentore a Venezia (Veneto). L’iniziativa «La Cultura illumina la Vita», resa possibile dall’impegno delle 17 Direzioni regionali del Ministero e dalle Soprintendenze competenti, in accordo con le amministrazioni territoriali, vuole «tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica su una battaglia che deve continuare» «Una battaglia universale – ha concluso Rutelli – di civiltà». |
| SCHENGEN: E' CADUTA L'ULTIMA CORTINA |
di Danila CleggBRUXELLES - Da Helsinki a La Valletta, dal Baltico al Mediterraneo, dal Portogallo alle porte della Russia, dalla mezzanotte di ieri non servono più passaporti e carte d'identità per muoversi in Europa, le lunghe code alle frontiere saranno solo un ricordo e per i nuovi paesi Ue dell'Est l'evento segna davvero la fine della Cortina di ferro. L'aggettivo storico ha contrassegnato le celebrazioni per l'estensione a nove paesi dell'area Schengen di libera circolazione in Europa, e in effetti la vita cambierà per molti milioni di cittadini, che potranno spostarsi liberamente in 24 paesi, con ricadute economiche dovute al turismo e all'attività commerciale transfrontaliera. Ma c'é anche chi teme che l'apertura delle frontiere interne possa rendere più difficile la lotta all'immigrazione clandestina e alla criminalità. Ad esprimere preoccupazione nei giorni scorsi è stato Ilkka Laitinen, direttore generale di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione, il quale ha spiegato che a suo giudizio l'eliminazione delle frontiere interne significa la perdita di "uno strumento molto efficace" per la lotta all'immigrazione legale. In ogni caso da mezzanotte ai quindici paesi dell'Ue che già aderiscono alla spazio Schengen, se ne sono aggiunti altri nove e cioé tutti i nuovi entrati nel 2004, tranne Cipro che ha chiesto un altro anno di tempo per mettersi in regola. Rimangono ancora fuori Romania e Bulgaria. Sono quattrocento milioni i cittadini europei che potranno beneficiare dell'estensione. Dalla Convenzione, che prende il suo nome dal piccolo villaggio del Lussemburgo dove venne firmata nel 1985, rimangono esclusi Gran Bretagna e Irlanda, ma aderiscono Islanda e Norvegia, anche se non fanno parte dell'Ue. Per poter lasciare a casa i documenti di viaggio, se si vuole prendere l'aereo, sarà tuttavia necessario aspettare ancora qualche mese, fino al 30 marzo 2008. La caduta dell'ultima cortina di ferro sarà segnata da tre giorni non stop di festeggiamenti ai valichi di frontiera fra la vecchia e la nuova Europa. Ad aprirli ieri, con qualche ora di anticipo, sono stati il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer e quello slovacco Robert Fico. "Che cosa è Schengen?", si è chiesto il cancelliere austriaco. "Non è criminalità, non è incertezza, non è paura, è un grande spazio di sicurezza e di stabilità", ha affermato, quasi a scongiurare la paura che l'abbattimento delle frontiere interne renda più permeabili l'Ue all'immigrazione clandestina. Le frontiere dell'Ue stanotte si sono spostate a Est e saranno ora Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e paesi Baltici a doverle controllare per tutti i Ventisette. Per rendere possibile l'allargamento della zona di libera circolazione tutti i paesi coinvolti hanno dovuto adeguare i loro sistemi di controllo, di scambio di informazioni, di protezione dei dati e di politica dei visti al cosidetto Sis, il sistema di informazione Schengen, che raccoglie 22 milioni di dati sulle persone ricercate, scomparse, non ammissibili oltre a quelli sui beni rubati. La sicurezza è stata coniugata con la libertà, hanno assicurato il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso e Franco Frattini, vicepresidente dell'eurogoverno e responsabile per la Giustizia, la sicurezza e la libertà. "Non è un compito facile entrare nello spazio Schengen e a questi paesi va dato un riconoscimento enorme", ha affermato il commissario Ue. |