lunedì, 31 dicembre 2007
carciofi 
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domenica, 30 dicembre 2007

Le iene - Cani da rapina Valutazione 3,5 stelle su cinque

(Reservoir Dogs)

Un film di Quentin Tarantino. Con Harvey Keitel, Steve Buscemi, Tim Roth, Michael Madsen, Chris Penn, Lawrence Tierney, Quentin Tarantino. Genere Poliziesco, colore 99 minuti. - Produzione USA 1992.
Locandina Le iene - Cani da rapina

Dei sei partecipanti alla rapina fallita di una gioielleria a Los Angeles – che non si conoscono nemmeno tra loro e sono stati ribattezzati con nomi di colori – due sono morti (Mr. Blue = E. Bunker e Mr. Brown = Q. Tarantino) e un terzo (Mr. Orange = T. Roth) è ferito. I quattro superstiti si ritrovano in un deposito: uno di loro è una spia. Il deposito è il teatro principale dell'azione, frantumata in sconnessioni temporali che forniscono notizie su quel che è successo prima e dopo la rapina/trappola. Ottimo esordio di un giovane attore-sceneggiatore (1963) che allunga la lista eccellente dei registi americani di origine italiana con un film sotto il segno della morte e della violenza, caso raro di opera d'autore a basso costo nel quadro del cinema gangsteristico. Anche nella scena più cruda – la tortura del poliziotto – non c'è compiacimento: Tarantino è radicale, non morboso. Nella rappresentazione del mondo del crimine manca qualsiasi alone romantico. La compagnia degli interpreti è eccellente: oltre a H. Keitel (Mr. White) che del film è anche uno dei produttori, bisogna citare almeno Roth e S. Buscemi (Mr. Pink). M. Madsen è il sadico Mr. Blonde. Rititolato in Italia, con eguale insuccesso, Cani da rapina, dopo Pulp Fiction. Vietato ai minori di 18 anni. Trasmesso alla TV italiana con tagli per 29 minuti.

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venerdì, 28 dicembre 2007

Tony Leung Chiu-wai

 

Cresce ad Hong Kong con la sorella e la madre dopo che il padre abbandona la famiglia. Frequenta i corsi del canale TVB e nel 1982 inizia a lavorare per la televisione partecipando a numerose serie e commedie per il piccolo schermo.
Debutta come attore nelgli anni Novanta, nei film di Won Kar Wai "Ashes of time" (1990) in cui interpretava un cavaliere errante, "Hong Kong express" (1992) e "Happy together" (1997), la storia di due omosessuali ambientata a Buenos Aires.
Leung è stato spesso protagonista di pellicole che hanno riscosso molto successo ai vari festival internazionali come "Città dolente" o "Cyclo" (1995).
E'stato premiato come miglior attore a Cannes per la sua interpretazione in "In the mood for love" (2000) e nel 2002 si riunisce con Wong Kar-Wai per realizzare il film "2046".
Zhang Ymou lo sceglie come protagonista accanto a Jet Li di "Hero".
Di recente ha lavorato nella pellicola di Ang Lee "Lust, Caution" (2007) in concorso alla 64ma Mostra di Venezia.

    

 

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giovedì, 27 dicembre 2007

Rischio caos, Musharraf riunisce il governo. In forse le elezioni in programma per gennaio
Il leader dell'opposizione Sharif annuncia il boicottaggio e chiede le dimissioni del presidente


<B>Pakistan, morta Benazir Bhutto<br>Scontri e violenze in tutto il Paese</B>

Benazir Bhutto

RAWALPINDI (Pakistan) - Benazir Bhutto, la leader dell'opposizione pachistana, è stata assassinata oggi da un colpo d'arma da fuoco sparato da un kamikaze che si è successivamente fatto saltare in aria nel mezzo di un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino alla capitale Islamabad, uccidendo almeno 20 persone, ha riferito la polizia.

Bhutto,
ex premier, la prima donna a ricoprire questo ruolo in un Paese musulmano, aveva appena finito di parlare al raduno per le elezioni parlamentari che erano previste per l'8 gennaio, ma saranno forse rinviate. L'attentatore ha sparato contro la vettura, dalla quale la leader stava salutando la folla. Un giornalista pachistano presente sul luogo ha detto di avere sentito due spari, prima dell'esplosione. Secondo un'altra ricostruzione della polizia riferita dalla televisione pachistana Dawn, gli attentatori erano due. Si sono avvicinati in moto all'auto dell'ex premier e hanno sparato almeno cinque colpi con un kalashnikov, colpendola. I due si sarebbero poi fatti esplodere poco lontano. Fonti giornalistiche a Islamabad riferiscono di un numero di morti maggiore, fra i 20 ed i 35 e di una sessantina di feriti.
Benazir Bhutto era nata a Karachi il 21 giugno 1953. Era la figlia del deposto primo ministro pakistano, Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Muhammad Zia-ul-Haq nel 1979. A 35 anni è stata la più giovane e la prima donna a diventare capo di governo in un Paese musulmano nell’era moderna con l’impegno di battersi per promuovere i diritti civili. Primo ministro pakistano dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996, per due volte è stata costretta a dimettersi per scandali di corruzione di cui si è sempre professata innocente.

Nel 1999 ha lasciato volontariamente il Paese, per un esilio che sarebbe durato otto anni. A luglio 2007 l’ex primo ministro aveva intavolato una trattativa con l’attuale presidente pakistano, il generale Pervez Musharraf, per una divisione dei poteri nel Paese. Grazie a un’amnistia, Bhutto era rientrata nel Paese. Il provvedimento era stato preso da Musharraf nell’ambito di un’intesa che ha garantito a quest’ultimo di diventare per la terza volta presidente del Pakistan.


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martedì, 25 dicembre 2007

L'amore ai tempi del colera Valutazione 3 stelle su cinque

(Love in the Time of Cholera)

Un film di Mike Newell. Con Javier Bardem, Giovanna Mezzogiorno, Benjamin Bratt, Catalina Sandino Moreno, Hector Elizondo, Liev Schreiber, Fernanda Montenegro, Laura Harring, John Leguizamo. Genere Drammatico, colore 138 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione 01 Distribution
Locandina L'amore ai tempi del colera
Tratto dal romanzo di Gabriel Garcìa Marquez, è la storia di un triangolo amoroso ambientato nel Sud America di fine Ottocento.

Un uomo e una donna - come nel migliore dei discorsi amorosi – si contendono la ricerca della felicità assoluta, a cavallo di un secolo, il Novecento, carico di promesse e di buoni presagi. Florentino Ariza (interpretato dall'ottimo Javier Bardem) è un telegrafista che trova nel volto di Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno) il senso unico e solo della sua esistenza. Sullo sfondo di Cartagena, città resa magica dalla prosa di Gabriel Garcia Marquez – autore del romanzo e unico legittimo erede del suo significato profondo – il colera coglie all'improvviso i suoi impotenti "spettatori". Una malattia inesorabile che un sofisticato aristocratico – il dottor Juvenal Urbino – tenterà di debellare con la sua arte curativa. Ed è proprio lui a vincere le resistenze della futura promessa sposa – l'affascinante Fermina – sottraendola all'amore e al desiderio del giovane Florentino, deciso ad attraversare i giorni, i mesi e gli anni che lo separano da un'insperata (ri)conquista della giovane amata.
L'amore ai tempi del colera, romanzo simbolo di una generazione, sbarca sullo schermo in un'operazione che risulta difficile già in partenza. Difficile per l'ovvia diversità del mezzo, di un cinema che non può che arrendersi sin dal principio di fronte alla forza di un testo complesso e meraviglioso come quello di Marquez. Detto questo, si fa quel che si può.
Mike Newell è autore sagace e versatile, uno che spazia dalla commedia (Quattro matrimoni e un funerale) al gangster movie (Donnie Brasco) e che ce la mette tutta per non rendere ridicole le parole e le ossessioni dei suoi personaggi, grazie anche a un insuperabile Bardem che regge praticamente da solo la complessa struttura della pellicola.
In ombra la Mezzogiorno, forse stressata da troppe ore di trucco per poi poter passare il resto del tempo a recitare. I tempi del colera fanno dunque i conti con quelli del cinema, uscendone sconfitti solo in parte, lasciando un alone di profondissimo rispetto nei confronti di un testo sacro come quello da cui trae ispirazione, ma lasciando trionfare senza resistenza (purtroppo) il lato commerciale su quello letterario.

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martedì, 25 dicembre 2007

Natale in piazza prefettura potenza

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martedì, 25 dicembre 2007
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martedì, 25 dicembre 2007
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lunedì, 24 dicembre 2007

Luci sui monumenti contro la pena di morte

Monumenti illuminati contro la pena di morte           

ROMA – Monumenti italiani illuminati nella notte di Natale per festeggiare la moratoria universale sulla pena di morte approvata dalle Nazioni Unite. Il Vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli ha infatti chiesto ai direttori regionali del Ministero l’illuminazione straordinaria di alcuni importanti monumenti del Paese. E così dalla sera del 24 fino alla mattina del 25 dicembre si accenderanno le luci per «sottolineare il valore morale e civile della decisione dell’ONU, così fortemente voluta dall’Italia, grazie all’impegno del Governo e, in particolare, del ministro agli Affari Esteri Massimo D’Alema, alla incessante mobilitazione del Partito Radicale e al lavoro di tante organizzazioni del volontariato, tra le quali spicca la Comunit… di S. Egidio».
«Vogliamo – ha detto Rutelli – che prevalga una cultura della vita e un rigetto della pretesa dell’uomo di togliere la vita a un’altra persona. È un gesto simbolico che sottolinea valori e ideali profondi e singolari della cultura del popolo italiano».
Nella notte di Natale i riflettori illumineranno:
- il Castello dell’Aquila (Abruzzo),
- Palazzo del Podestà a Bologna (Emilia-Romagna),
- la Cattedrale di San Lorenzo a Genova (Liguria), - Villa Reale a Monza (Lombardia)
- Palazzo Ferretti ad Ancona (Marche).
Tra i monumenti che già hanno una illuminazione ordinaria luci speciali dal 24 sera per:
- il Colosseo a Roma (fu l’allora Sindaco Rutelli nel 1999 ad assumere l’iniziativa di illuminarlo, nel pieno della campagna contro la pena di morte che, allora come ora, vide in prima linea il Partito Radicale),
- i Sassi di Matera
- la Piazza del Sedile di Potenza (Basilicata),
- Palazzo Arnone di Cosenza (Calabria),
- Castel dell’Ovo a Napoli (Campania),
- il Castello di Miramare e Basilica di San Giusto a Trieste (Friuli Venezia Giulia),
- Castello Pandone di Venafro (Molise),
- Giardino del Castello di Racconigi (Piemonte),
- Chiesa di San Nicola di Bari (Puglia),
- Chiesa di San Saturnino a Cagliari (Sardegna),
- Palazzo Pitti a Firenze (Toscana),
- la Fontana Maggiore di Perugia (Umbria)
- la Chiesa del Redentore a Venezia (Veneto).
L’iniziativa «La Cultura illumina la Vita», resa possibile dall’impegno delle 17 Direzioni regionali del Ministero e dalle Soprintendenze competenti, in accordo con le amministrazioni territoriali, vuole «tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica su una battaglia che deve continuare» «Una battaglia universale – ha concluso Rutelli – di civiltà».

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domenica, 23 dicembre 2007
SCHENGEN: E' CADUTA L'ULTIMA CORTINA
di Danila Clegg

BRUXELLES - Da Helsinki a La Valletta, dal Baltico al Mediterraneo, dal Portogallo alle porte della Russia, dalla mezzanotte di ieri non servono più passaporti e carte d'identità per muoversi in Europa, le lunghe code alle frontiere saranno solo un ricordo e per i nuovi paesi Ue dell'Est l'evento segna davvero la fine della Cortina di ferro.

L'aggettivo storico ha contrassegnato le celebrazioni per l'estensione a nove paesi dell'area Schengen di libera circolazione in Europa, e in effetti la vita cambierà per molti milioni di cittadini, che potranno spostarsi liberamente in 24 paesi, con ricadute economiche dovute al turismo e all'attività commerciale transfrontaliera.

Ma c'é anche chi teme che l'apertura delle frontiere interne possa rendere più difficile la lotta all'immigrazione clandestina e alla criminalità. Ad esprimere preoccupazione nei giorni scorsi è stato Ilkka Laitinen, direttore generale di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell'Unione, il quale ha spiegato che a suo giudizio l'eliminazione delle frontiere interne significa la perdita di "uno strumento molto efficace" per la lotta all'immigrazione legale. In ogni caso da mezzanotte ai quindici paesi dell'Ue che già aderiscono alla spazio Schengen, se ne sono aggiunti altri nove e cioé tutti i nuovi entrati nel 2004, tranne Cipro che ha chiesto un altro anno di tempo per mettersi in regola.

Rimangono ancora fuori Romania e Bulgaria. Sono quattrocento milioni i cittadini europei che potranno beneficiare dell'estensione. Dalla Convenzione, che prende il suo nome dal piccolo villaggio del Lussemburgo dove venne firmata nel 1985, rimangono esclusi Gran Bretagna e Irlanda, ma aderiscono Islanda e Norvegia, anche se non fanno parte dell'Ue. Per poter lasciare a casa i documenti di viaggio, se si vuole prendere l'aereo, sarà tuttavia necessario aspettare ancora qualche mese, fino al 30 marzo 2008.

La caduta dell'ultima cortina di ferro sarà segnata da tre giorni non stop di festeggiamenti ai valichi di frontiera fra la vecchia e la nuova Europa. Ad aprirli ieri, con qualche ora di anticipo, sono stati il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer e quello slovacco Robert Fico. "Che cosa è Schengen?", si è chiesto il cancelliere austriaco. "Non è criminalità, non è incertezza, non è paura, è un grande spazio di sicurezza e di stabilità", ha affermato, quasi a scongiurare la paura che l'abbattimento delle frontiere interne renda più permeabili l'Ue all'immigrazione clandestina. Le frontiere dell'Ue stanotte si sono spostate a Est e saranno ora Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e paesi Baltici a doverle controllare per tutti i Ventisette.

Per rendere possibile l'allargamento della zona di libera circolazione tutti i paesi coinvolti hanno dovuto adeguare i loro sistemi di controllo, di scambio di informazioni, di protezione dei dati e di politica dei visti al cosidetto Sis, il sistema di informazione Schengen, che raccoglie 22 milioni di dati sulle persone ricercate, scomparse, non ammissibili oltre a quelli sui beni rubati. La sicurezza è stata coniugata con la libertà, hanno assicurato il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso e Franco Frattini, vicepresidente dell'eurogoverno e responsabile per la Giustizia, la sicurezza e la libertà. "Non è un compito facile entrare nello spazio Schengen e a questi paesi va dato un riconoscimento enorme", ha affermato il commissario Ue.
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