venerdì, 30 novembre 2007

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giovedì, 29 novembre 2007
My Blueberry Nights al Festival di Torino
L'ultimo film di Wong Kar Wai verrà presentato in anteprima italiana al prossimo Festival di Torino (
sito ufficiale) con due proiezioni, la prima il 25 novembre alle 22.45, la seconda il giorno seguente alle 14.30.
Non è ancora sicura la data di uscita nelle sale italiane, mentre in francia il film uscirà il 26 novembre.


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giovedì, 29 novembre 2007

Mostre, Roma: Pietro Perrone al Museo Nazionale di Palazzo Venezia

Dal 23 novembre al 23 dicembre 2007 il Museo Nazionale di Palazzo Venezia ospita nelle prestigiose sale dell’Appartamento Barbo di Palazzo Venezia la mostra di Pietro Perrone, promossa da Carte Segrete in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, che propone un ciclo di 35 opere inedite di grande formato, che l’artista ha realizzato nel periodo 2001 – 2007, dal titolo Gocce Sante. Il curatore della mostra, Massimo Riposati, ha realizzato un percorso espositivo che permette di apprezzare nei grandi formati le capacità creatrici e poetiche di un artista raffinato e selvaggio, che fa apparire e poi allontanare nella memoria forme puramente simboliche, evocazioni plastiche e materiche di un sogno cresciuto in equilibrio tra le acque del mare di Calabria e le vette delle Alpi svizzere.

Pietro Perrone avvia la propria ricerca nel 1986, in un contesto dominato dalla Transavanguardia teorizzata da Achille Bonito Oliva, che aveva consolidato un trionfale recupero dei valori della pittura, sviluppando “(…) un processo di progressiva riappropriazione, al di là dei contenuti, dei supporti, dei pigmenti, delle modalità del “fare” che lo collocheranno, per severità e per sensibilità, tra i protagonisti dello sviluppo artistico dei due decenni che seguono (…)”. Achille Bonito Oliva, che ha curato il testo critico del catalogo, edito dalle Edizioni Carte Segrete con introduzione di Claudio Strinati, Soprintendente del Polo Museale Romano, ci conduce alla comprensione dell’opera di Perrone: “(…) Il profondo di Perrone non è naturalmente il luogo dell’irrazionale, del puro misconoscimento della ragione, ma il serbatoio che trova sempre nuova linfa e rinnovamento dalla sua stessa pulsione a rimanere sotterraneo. Un serbatoio messo tutto in orizzontale che non ama alzare la testa, che ha per attitudine un movimento inclinato. È il sogno dell’arte a trasportarlo fuori dalla sua posizione supina, a trascinarlo nel luogo della rappresentazione, dove non subisce perdite, semmai si accresce di un ulteriore splendore oscuro (…)”.

La mostra, con ingresso libero

Orario: dal martedì alla domenica nell’orario 10:00 – 19:30

Catalogo Edizioni Carte Segrete
Testo critico di Achille Bonito Oliva
Mostra e catalogo a cura di Massimo Riposati

Info: Museo Nazionale di Palazzo Venezia - Appartamento Barbo in Via del Plebiscito, 118 a Roma.

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giovedì, 29 novembre 2007

L'AQUILA

Fondata per progetto dell’imperatore Federico II di Svevia intorno al 1230 col nome di Aquila, divenne Aquila degli Abruzzi nel 1861 e, nel 1939, per decreto del Ministero dell'Interno, L’Aquila.

Secondo alcuni ricercatori, nelle intenzioni del suo fondatore Federico II, la città avrebbe dovuto essere la nuova Gerusalemme e, per una più recente teoria (dovuta a Luca Ceccarelli), gli edifici più importanti della città furono costruiti in modo da ripetere il disegno della costellazione dell'Aquila.[citazione necessaria]

L’Aquila è città particolare, unica nel Medioevo italiano, nata non per una casualità ma per progetto secondo un disegno armonico che non trova precedenti nella storia dell'architettura urbana (un caso simile, nel 1703, fu la nascita di San Pietroburgo). Fu costituita dall'unione di molti villaggi della zona (99, secondo la tradizione locale), ognuno dei quali costituì un quartiere che rimase legato al villaggio-madre e fu considerato parte dello stesso per circa un secolo. Ma il cabalistico legame tra la città ha aspetti ancora più intimi connessi alla geometria sacra e alla numerologia. Le coordinate geografiche del centro della città (il Duomo) misurano una latitudine 42,21° - longitudine 13,23° (la somma delle parti intere e dei decimali è 99). Nella nuova città demaniale i cittadini dei castelli inurbati dentro le mura (intra moenia) e quelli rimasti nei castra d'origine (extra moenia) mantengono gli stessi diritti civici e nell’uso delle proprietà collettive, come pascoli e boschi.

fortezza de l'aquila 

alla fortezza de l'aquila 

fortezza de l'aquila 

fortezza de l'aquila 

basilica di collemaggio, l'aquila 

fontana 99 cannelle, l'aquila 

a l'aquila 

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lunedì, 26 novembre 2007
MOSTRE: ROMA, AI MUSEI CAPITOLINI 'LO SGUARDO DELLA BELLEZZA' DI HERBERT LIST

LA CAPITALE, L'ITALIA E L'EUROPA NELLE FOTOGRAFIE DEL MAESTRO TEDESCO

 

Roma, 21 nov. (Adkronos Cultura) - "Lo sguardo sulla bellezza. Roma, l'Italia e l'Europa nelle fotografie di Herbert List" è il titolo della personale dedicata al grande fotografo tedesco, ospitata dai Musei Capitolini a partire da domani fino al 17 febbraio 2008. "Un grandissimo fotografo - secondo l'assessore alle Politiche Culturali del comune di Roma, Silvio Di Francia, intervenuto questo pomeriggio all'inaugurazione - forse non abbastanza valutato a Roma, e in Italia in particolare". "Una mostra - ha proseguito Di Francia - che ha degli inediti straordinari e che, in qualche modo, si accompagna all'esposizione dedicata ad Ara Güler e ai fotografi turchi ospitata all'Ara Pacis. List ha attraversato diversi gusti, generi e stili, da fotografo dell'avanguardia e della metafisica, negli anni Trenta, ad artista che incontra il neorealismo". Organizzata dall'assessorato alle Politiche Culturali del comune di Roma in collaborazione con "Contrasto", "Herbert List Estate" e "Magnum Photos", l'esposizione, curata da Alessandra Mauro e da Peer-Olaf Richter, rende omaggio all'arte del grande maestro, nato ad Amburgo nel 1921, raccogliendo, per la prima volta, i suoi più celebri capolavori, insieme ad un'inedita selezione delle immagini scattate a Roma e in Italia, nei suoi numerosi viaggi nel periodo dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. "Queste foto - secondo Di Francia - ci restituiscono i volti di un popolo, quello italiano, in un momento di passaggio tra l'abbandono delle antiche consuetudini e la proiezione verso una nuova modernità. Non a caso - ha concluso l'assessore alle Politiche Culturali - l'esposizione si conclude con alcuni scatti della nuova stazione Termini, che nel momento in cui fu inaugurata (nel 1950 ndr), rappresentò l'arrivo della modernità nella città di Roma". Nei suoi scatti il fotografo tedesco si confronta con le vedute delle piazze e delle strade di Roma; i volti poco noti di una generazione appena uscita dalla seconda Guerra Mondiale si ritrovano, nell'esposizione dei Musei Capitolini, accanto ai ritratti dei grandi intellettuali italiani e non solo e delle sue nature morte. Morto a Monaco di Baviera nel 1975, Herbert List non è stato solo un grande fotografo, ma anche un attento e curioso viaggiatore e un fine collezionista d'arte. "Una personale di List tra le più preziose - secondo la curatrice Alessandra Mauro - perché tranne alcuni scatti, sono quasi tutte fotografie ‘vintage' che vengono dall'Estate List di Amburgo. Nella mostra abbiamo cercato di evidenziare - ha continuato la Mauro - quella produzione degli anni '50, di un List neorealista, che non è stata mai molto apprezzata. Le foto della stazione Termini, per esempio - ha sottolineato la curatrice - nascono da un lavoro di approfondimento che il fotografo fece per il film di De Sica, ‘Termini'. List conobbe il regista italiano tramite Zavattini e ne divenne molto amico, lavorando per lui come fotografo di scena". Nel 1951 l'artista tedesco incontrò Robert Capa, che lo convinse a collaborare con la "Magnum", anche se egli di rado accettò i loro incarichi. Nel 1953, poi, List scoprì la macchina fotografica 35 mm e il teleobiettivo. Il suo lavoro divenne in questo modo più istintivo, risentì dell'influenza del suo collega alla "Magnum", Henri Cartier Bresson e del Neo-Realismo Italiano. Negli anni '60, infine, il tedesco abbandono, in pratica, la sua attività di fotografo per concentrarsi su quella di collezionista d'arte

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lunedì, 26 novembre 2007

galleria alberto sordi 

galleria alberto sordi 

mostra al vittoriano 

mostra a l vittoriano 

mostra a l vittoriano 

mostra a l vittoriano 

al foro 

carcere mamertino 

museo del corso 

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sabato, 24 novembre 2007

logo di torinofilmfestival.com

Sono circa 230 i titoli di Torino Film Festival 2007

°Selezionati su oltre 2500 film visionati (tra corto, medio e lungometraggi)

°Tra le presenze finora confermate:
Valeria Bruni Tedeschi, Francesca Comencini, Marianne Faithfull, Valeria Golino, Lisa Kreuzer, Alina Marazzi,
Avion Travel, Fabrizio Bentivoglio, Tinto Brass, Seymour Cassell, Pappi Corsicato,
Gianfranco De Bosio, Peter Del Monte, Michel Piccoli, Francesco Rosi, Paolo e Vittorio Taviani,
Florestano Vancini, Wim e Donata Wenders.

°Il film d’apertura di Torino Film Festival 2007 sarà
The Savages (Usa, 2007, distr. 20th Century Fox) di Tamara Jenkins.
°Il film di chiusura sarà invece
Eastern Promises (Canada/Usa/Uk, 2007, distr. Eagle Pictures) di David Cronenberg

LE SEZIONI DEL FESTIVAL



TORINO 25
ovvero il Concorso Internazionale Lungometraggi è la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. Quest’anno vede 15 lavori al momento confermati, di cui 9 opere prime, concorrere al Premio per il Miglior Film (euro 25.000) e al Premio per la migliore attrice e il migliore attore. Il cinema europeo è presente con 6 titoli provenienti rispettivamente da Francia (2), Germania, Irlanda, Lettonia e Norvegia; il cinema asiatico con 3 titoli da Corea del Sud, Filippine e Malesia; 3 titoli dagli Stati Uniti, 1 dal Canada e 2 dall’Australia.

ANTEPRIME
è la sezione in cui saranno proposti - in anteprima italiana - 7 film che, dopo la presentazione al Festival, si avvarranno di una distribuzione italiana.

PANORAMA ITALIANO
5 titoli, di cui 4 in anteprima mondiale, per una sezione non competitiva dedicata solo al cinema italiano, tra finzione e documentario.

FUORI CONCORSO
in equilibrio tra ricerca e spettacolo, tra autorialità e tendenza, la sezione si propone come sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno. Nel FUORI CONCORSO saranno presentati in anteprima 12 film privi di distribuzione italiana.

LO STATO DELLE COSE
nuova sezione che proporrà annualmente un focus specifico; il tema emerso quest’anno è “il cinema” come universo immaginario al quale tornare per cercare di capire la realtà frantumata nella quale viviamo. 16 i titoli proposti.

LA ZONA
la sezione si propone di esplorare le punte più avanzate e sperimentali della produzione contemporanea che non trovano generalmente spazio nella normale diffusione cinematografica in sala o nella programmazione televisiva. 41 i titoli presentati, di vario formato e metraggio (11 i lungometraggi e 30 fra corti e mediometraggi).

ITALIANA.DOC
11 i titoli di medio e lungometraggio per il concorso dedicato al documentario italiano in pellicola o in video, una delle sezioni centrali del Festival. I lavori concorrono al Premio per il Miglior Documentario Italiano (euro 10.000). Al suo interno il FUORI CONCORSO DOC con 2 titoli.

ITALIANA.CORTI
il cortometraggio ha una lingua, tempi e ritmi assolutamente autonomi, per questo il Festival gli riserva uno spazio competitivo specifico. 15 titoli, fra i più significativi della recente produzione italiana, che concorrono per il Primo Premio (euro 10.000).

L’AMORE DEGLI INIZI
con l’attenzione rivolta agli esordi italiani fine anni Cinquanta e inizio Sessanta, la sezione propone i primi film di Tinto Brass, Gianfranco De Bosio, Francesco Rosi, Paolo e Vittorio Taviani, Florestano Vancini; al termine di ciascuna proiezione avrà luogo un incontro tra i registi e Nanni Moretti.


Le RETROSPETTIVE di TORINO FILM FESTIVAL 2007 sono dedicate a due autori fondamentali nel panorama del cinema indipendente:
JOHN CASSAVETES: la retrospettiva proporrà 18 regie di Cassavetes fra cinema e televisione, cui si aggiungono 11 film da lui interpretati;
WIM WENDERS: la retrospettiva comprende 50 regie di Wenders e 2 lavori dedicati al suo cinema.

SPAZIO TORINO
sezione competitiva dedicata ai migliori cortometraggi realizzati da filmmakers e videomakers nati o residenti in Piemonte. I 9 film selezionati concorrono a un Premio in servizi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio.

EVENTI SPECIALI
saranno le versioni restaurate di Dillinger è morto (1969) di Marco Ferreri e di Maciste nella gabbia dei leoni (1926) di Guido Brignone con l’accompagnamento dal vivo in sala del gruppo dei Marlene Kuntz.


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venerdì, 23 novembre 2007

 

Domenica 23 novembre 1980, ore 19 e 34. Un terremoto di fortissima intensità (10° grado scala Mercalli) colpisce una vasta regione dell’Italia Meridionale, al confine tra la Campania e la Basilicata, e viene avvertito praticamente in tutto il Sud Italia, da Roma in giù. I morti saranno 2914, i feriti 8800 e 275mila i senzatetto.

Questa è la versione fredda che del terremoto dell’Irpinia (o meglio di Campania e Basilicata) si può trovare negli annali. Ma per raccontare un evento tragico e devastante non bastano cifre, cronologie o citazioni.

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giovedì, 22 novembre 2007

Arte, Oliviero Toscani e Valerio Magrelli insieme in 'Wart'

Stazione di Roma Termini

Roma. “Wart”, acronimo di ‘war’ e ‘art’, ovvero guerra e arte, è il titolo dell’iniziativa che, alla Stazione Termini di Roma, vedrà protagonisti due grandi nomi della scena artistica contemporanea, impegnati a lanciare il loro messaggio contro la guerra: Oliviero Toscani e Valerio Magrelli. L’iniziativa, dal 15 al 25 novembre, è del master in Ideazione, Management e Marketing degli Eventi Culturali del dipartimento di Sociologia e Comunicazione della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e comprende l’installazione-video di Toscani dal titolo “Wart - La bellezza della Tragedia” e il percorso poetico di Valerio Magrelli, “Un lungo nastro di versi”, entrambi negli spazi del Forum Termini. Il video realizzato da Oliviero Toscani è diretto e montato da Leandro Manuel Emede e prodotto da La Sterpaia e verrà proiettato su un video-wall di grandi dimensioni. “Attraverso l’arte – ha spiegato Toscani – abbiamo imparato che c’è una bellezza anche in ciò che non vorremmo mai vedere, anzi, questa bellezza ci attira in maniera morbosa: le crocifissioni, le battaglie, le stragi, la morte. Ma oggi, in un mondo in cui il gusto è indirizzato dalla televisione omologante, stiamo perdendo questa capacità, questa grande sensibilità, non si vuole più vedere, il capire ci fa paura”. Per l’autore del video “Wart - La bellezza della Tragedia”, scovare la bellezza nella tragedia aiuta a fortificare l’ottimismo dell’uomo, “quello che permette di continuare a vivere mentre il mondo attorno a noi sembra crollare”. E a questo è dedicata l’opera proiettata nello spazio Forum della Stazione Termini. Con “Un lungo nastro di versi”, Valerio Magrelli prosegue la sua ricerca sul concetto di guerra, iniziata nel 2000, selezionando venti testi di poeti, italiani e stranieri, tratti da alcune raccolte edite da Einaudi. Un vero e proprio tracciato di poesie scritte per terra che si dispiega al suolo negli spazi della Stazione attraverso venti testi in dieci lingue diverse, tra cui “Dio proteggi questa guerra” di Alexandr Blok, “Atrocemente s’immischia oscena la guerra” di Edoardo Cacciatore e “Si dorme assai male sopra la spada” di Jaroslav Seifert. “Dai Balcani al Libano, dall’Iraq al Darfur, la nostra tranquillità continua ad apparire circondata, assediata, limitata dalle fiamme – ha dichiarato lo scrittore – logico, dunque, rivolgersi a coloro che hanno voluto ricorrere alla parola poetica, nel tentativo di individuare un barlume di senso nella totale cecità degli avvenimenti”. I visitatori e i viaggiatori cammineranno, dunque, sulle parole di denuncia politica di Erich Fried, su quelle di William Butles Yeats, Guillame Apollinaire e Gerald Manley Hopkins e il suo canto di pace che conclude il percorso con l’immagine augurale di una colomba che, quando trova casa, “ci viene per covare e rimanere”.

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giovedì, 22 novembre 2007

In mutande per Kyoto

Greenpeace lancia l'iniziativa "In mutande per Kyoto". L'Italia è in forte ritardo sugli obiettivi di Kyoto. Per protestare contro le inadempienze del Governo italiano, Greenpeace invita tutti a partecipare alla photo-action "in mutande" a bordo del suo storico rompighiaccio, Artic Sunrise. Ci metteremo tutti in mutande per ricordare al Governo che con questa politica non andiamo da nessuna parte, tanto meno a Bali – dove, a dicembre 2009, si terrà il nuovo vertice sul clima delle Nazioni Unite. Unisciti anche tu!

L'appuntamento è per lunedì 26 novembre, ore 9.30, porto di Civitavecchia, sotto la prua della Artic Sunrise.

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