giovedì, 31 maggio 2007

Roma - dal 18 maggio al 14 giugno 2007
Tesori alla luce

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN MICHELE IN RIPA
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Via Di San Michele 25 (00153)
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Eventi in corso nei dintorni

Opere dai musei al San Michele
orario: da martedì a sabato ore 10-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: ingresso libero
vernissage: 18 maggio 2007. ore 18.30
catalogo: in mostra
ufficio stampa: ARTHEMISIA
curatori: Isabella Cianfarani, Maria Rosaria Valazzi
autori: Nicolas Poussin, Giambattista Tiepolo, Domenico Tintoretto, Tiziano Vecellio
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giovedì, 31 maggio 2007

Il complesso del San Michele

La pianta del complesso del San Michele a Ripa

Cenni storici

Il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, oggi sede di Uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, nasce nel 1686 come Istituto Apostolico San Michele, sotto il pontificato di Innocenzo XI Odescalchi.

L'Istituto, il cui primo nucleo fu progettato dagli architetti Carlo Fontana e Mattia de' Rossi, era destinato ad accogliere e rieducare giovani orfani e bisognosi.
Le vicende costruttive della
Fabbrica del San Michele ebbero un andamento discontinuo nel corso di 150 anni che portò a vari ripensamenti progettuali permettendone il compimento soltanto nel 1834.
La
Chiesa Grande, ideata da Carlo Fontana nel 1706, occupa il fulcro geometrico della Fabbrica.
Il progetto, non realizzato nel suo schema originario, prevedeva una planimetria a croce greca, di assoluta regolarità, per permettere la partecipazione di tutti gli ospiti alle funzioni liturgiche.

In Europa, l'Istituto Apostolico venne considerato un modello di organizzazione di assistenza pubblica, ospitando nei singoli edifici che lo componevano oltre gli orfani e i ragazzi bisognosi, i vecchi e le 'zitelle'.

A tale originaria funzione di ricovero e correzione dei soggetti sociali più deboli si affiancò contemporaneamente quella educativa, mediante l'istituzione di Scuole di arti e mestieri e l'avvio di manifatture che ebbero grande floridezza fino al 1870, quali il lanificio, istituito nel 1703, l'arazzeria, la stamperia ed una Scuola per le arti liberali, in cui insegnarono personalità artistiche di rilievo

Le scuole d'arte

Il laboratorio degli arazzi del San Michele con una serie di opere in fase di lavorazione
1.

Per risolvere il gravoso problema della mendicità che affligge Roma fra il XVII e il XVIII secolo, all'Ospizio Apostolico viene demandato il compito di ricoverare i fanciulli indigenti, che vi imparano la dottrina cristiana, la lettura e la scrittura e a fare di conto, e poi vengono avviati alla pratica di qualche mestiere.

Il "successo" del San Michele è legato alla bolla Ad exercitium pietatis del 20 maggio 1693, emanata da Innocenzo XII, proprio per la fondazione dell'Ospizio Apostolico dei poveri invalidi di San Michele. La bolla, fra i vari ordinamenti gestionali, dispone che l'insegnamento impartito debba essere esclusivamente di carattere artigianale con la proibizione di insegnare "la grammatica e le scienze liberali".

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giovedì, 31 maggio 2007

PIAZZA MASTAI

piazza mastai

La piazza prende il nome dalla famiglia di papa Pio IX, che fece costruire la Manifattura dei Tabacchi (1865), un edificio tuttora esistente, come si può vedere dalla foto, e del quale il papa non fu molto entusiasta, anche se prese la questione assai bonariamente, ma non perse l'occasione di pronunciare una delle sue argute battute: "Adesso che sono entrato dalla finestra, fatemi vedere dov'è la porta!", alludendo alla piccolezza del portone rispetto alle dimensioni del palazzo stesso. Pio IX non si limitò alla costruzione del suddetto palazzo ma volle utilizzare la rimanente area per costruirvi una serie di case d'abitazione ad affitto ridottissimo per i poveri del Trastevere. Le case sussistono ancora sulla via Cardinale Merry Del Val, sul lato opposto del viale di Trastevere, ma allora facente parte anch'essa della piazza Mastai. Al centro della piazza è situata una fontana che Pio IX commissionò allo stesso architetto del palazzo, Antonio Sarti. La costruzione fu effettuata, invece, dall'architetto Andrea Busiri Vici: si tratta di una vasca ottagonale posta su tre scalini di accesso, ornata dalle armi di papa Mastai e dalle consuete iscrizioni decorative. Al centro, un piedistallo, anch'esso ottagonale ornato da quattro delfini, regge una seconda vasca sulla quale quattro amorini fanno da sostegno al cappello finale dal quale l'acqua ricade in basso, sputata da quattro teste di leone.

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giovedì, 31 maggio 2007
  
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giovedì, 31 maggio 2007

 

Archeologia industriale a Roma

COMPLESSO ITALGAS
Il complesso dell'Italgas, impianto per la produzione e distribuzione di energia.
PASTIFICIO "LA PANTANELLA"
Lo stabilimento della Pantanella sulla via Casilina adibito a pastificio.
EX MATTATOIO DEL TESTACCIO
L'ex Mattatoio alle pendici del Monte Testaccio adibito alla mattazione del bestiame.
ARSENALE PONTIFICIO
L'Arsenale Pontificio di Porta portese costruito sotto il pontificato di Clemente XI (1700-1721)
MIRA LANZA
Il complesso della Mira Lanza adibito alla produzione di candele e saponi.
FORNACE MARIANI
La Fornace Mariani adibita alla produzione dei laterizi con forno Hoffmann.
EX BIRRERIA PERONI
La fabbrica dell'ex Birreria Peroni al quartiere Salario.
MAGAZZINI GENERALI
Il complesso dei Magazzini Generali realizzato dall'ingegner Tullio Passarelli.
MERCATI GENERALI
I Mercati Generali sulla via Ostiense adibiti alla vendita di frutta, erbaggi, carne e pesce.
MANIFATTURA TABACCHI
L'antica sede della Manifattura Tabacchi su piazza Mastai in Trastevere.
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lunedì, 28 maggio 2007
 
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lunedì, 28 maggio 2007

Daratt

Dal 25 maggio, distribuito da Lucky Red, è arrivato anche nelle sale italiane Daratt del ciadiano Mahamat-Saleh Haroun, Premio speciale della giuria a Venezia 2006.

Atim è un orfano, suo padre è morto prima che nascesse. Nassara, ex criminale di guerra, non ha figli. La relazione che pian piano si instaura fra loro è dunque uno strano rapporto di filiazione. Il regista lavora su questo livello simbolico, ma anche sul senso della vendetta. Come un moderno Amleto, Atim è tormentato dall’incapacità a risolversi all’azione, e intanto il tempo passa e in lui lievita – come il pane che ha imparato a fare grazie a Nassara – anche il dubbio. Nassara è diventato un uomo pio, un panettiere che va in moschea ogni giorno e regala il pane ai piccoli mendicanti, ed anche lui è in qualche modo vittima della violenza. Ha perso la voce e può parlare solo con una macchinetta, perché durante la guerra civile qualcuno ha tentato di sgozzarlo. Atim gli si avvicina sempre di più, anche fisicamente, in un misto di rabbia, disprezzo e dolorosa solitudine.

Haroun mette in scena questo impossibile avvicinamento con un pudore e un equilibrio geniali: niente fronzoli o sottolineature, solo dei corpi in ascolto, alla ricerca di un modo di comunicare che riesca ad alleviare il dolore dell’esistenza e del ricordo. Atim è nato da una privazione ed ha di fronte a sé due uomini altrettanto menomati: il nonno è cieco, Nassara non può parlare. Il nonno cerca di vendicarsi attraverso il nipote, di vedere attraverso i suoi occhi, così come Nassara può parlare solo attraverso uno strumento esterno, meccanico. Atim diviene così, letteralmente e simbolicamente, il tramite attraverso cui entrambi gli uomini possono mettere fine alla spirale di violenza. Alla fine, all’ennesima richiesta di Nassara e di sua moglie di diventare loro figlio, Atim si decide e prende l’unica decisione possibile, che è anche quella del regista. Mettere in scena, simbolicamente, la vendetta e la violenza, per superarle definitivamente con un atto di catarsi collettivo. Cos’altro può essere il cinema? Il film di Haroun è esattamente questo. Un colpo di pistola nel vuoto. Il vento che accarezza il deserto. E, forse, una nuova vita.

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sabato, 26 maggio 2007
I giochi d'acqua e di verde
 

Ogni anno alla fine di maggio, per rivivere gli antichi fasti delle dimore nobiliari, si svolge a Frascati “Giochi d’Acqua e di Verde”. Giunto ormai alla sua settima edizione, è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di arte, storia e cultura. Un evento che consente l’accesso alle Ville e ai Palazzi delle Colline Romane, normalmente chiuse al pubblico.

E’ possibile così accedere all’interno delle nobili dimore storiche che rendono le Colline Romane un gioiello per i cultori di storia, arte ed archeologia: Villa Tuscolana la “Rufinella”, Villa Falconieri, Villa Aldobrandini, Villa Grazioli, Villa Torlonia, Villa Parisi, Villa Mondragone, Villa Lancellotti, Villa Sora, Villa Adriana e Villa D’Este a Tivoli e poi gli splendidi palazzi come: Palazzo Barberini a Palestrina, Palazzo Borghese ad Artena, Palazzo Savelli a Rocca Priora, Palazzo Chigi ad Ariccia … Da non sottovalutare poi sono gli splendidi giardini di queste dimore che con le loro fontane sono divenuti famosi in tutto il mondo.

Ad allietare le giornate ci sono poi personaggi in abiti d’epoca, clown, menestrelli, spettacoli serali e gli ottimi prodotti enogastronomici delle Colline Romane.

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sabato, 26 maggio 2007

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
"Giuseppe Altavista"


Via del Gonfalone, 29 - 00186 - Roma

Tel. 06/68300234 - Fax. 06/6892870
Email: genti&paesi@uni.net


Inaugurato nell'ottobre del 1931, divenne un espositore permanente di testimonianze della realtà criminale.
Il museo si articolava nelle seguenti sessioni:
- sessione del delitto;
- attività statale contro i delinquenti;
- esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza;
- sezione storica contenente bandi ed editti, strumenti di tortura
e di esecuzioni capitale.
Al vecchio sistema di sale tematiche è stato sostituito un percorso cronologico che, utilizzando la struttura architettonica dell'edificio che ospita il museo (anch'esso una prigione, fatta costruire da papa Leone XII nel 1827) presenta un itinerario storico suddiviso in tre periodi, ognuno dei quali corrisponde a una sessione.
Ogni sessione è stata ripartita in frammenti o unità espositive di base che, a loro volta, presentano al loro interno ulteriori
suddivisioni per vetrine.
Le sessioni sono così divise:
- DELLE PENE E DEI DELITTI
- LO SPIRITO DELLA RAGIONE
- IL CONTROLLO SOCIALE DELLA DEVIANZA

Questo modellino rappresenta il supplizio detto "la culla di Giuda", tortura a cui venivano sottoposti i presunti rei per ottenere la confessione.

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sabato, 26 maggio 2007

La città proibita

(Curse of the Golden Flower)

Un film di Zhang Yimou. Con Chow Yun Fatt, Gong Li, Jay Chou, Liu Ye, Chen Jin, Ni Dahong, Li Man, Qin Junjie. Genere Drammatico, colore, 111 minuti. Produzione Hong Kong, Cina 2006.
Locandina La città proibita
occhiello Come in ogni grande famiglia feudale, dietro alla ricchezza si nascondono segreti inquietanti occhiello
Il ritorno a casa dell'imperatore per le feste del Chong Yang farà emergere terribili segreti.

Uscita nelle sale: 25/05/2007

Cina, tarda dinastia Tang, decimo secolo. Alla vigilia delle festività del Chong Yang, dei fiori dorati riempiono il palazzo imperiale. L'imperatore ritorna inaspettatamente a casa assieme al suo secondogenito, il principe Jai. La ragione ufficiale è quella di celebrare le festività con la sua famiglia, ma considerando i rapporti freddi che intercorrono tra lui e la sofferente imperatrice, questa sembra soltanto una scusa. Tra lo sfarzo e l'imponenza delle celebrazioni, vengono a galla dei terribili segreti. Mentre la famiglia imperiale continua nella sua elaborata sciarada all’interno di questa magnifica ambientazione, migliaia di guerrieri dall’armatura dorata attaccano il palazzo. Chi c'è dietro a questa terribile ribellione? A chi andrà la fedeltà del principe Jai? Tra l'amore e il desiderio, chi sarà alla fine a prevalere?

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