domenica, 15 novembre 2009

Good Morning Aman

Regia: Claudio Noce Con: Amin Nur - Anita Caprioli - Said Sabrie - Valerio Mastandrea Anno: 2009

Locandina del film Good Morning Aman

L'amicizia tra il giovane Aman, un ragazzo italiano di origine somala e Teodoro, un ex pugile di quarant'anni vittima del suo doloroso passato. Sarà proprio il loro rapporto a permettere a Teodoro di uscire dall'isolamento in cui vive da anni.

Alza la testa

Locandina del film Alza la testa

Regia: Alessandro Angelini Con: Anita Kravos - Augusto Fornari - Duccio Camerini - Gabriele Campanelli - Giorgio Colangeli - Sergio Castellitto Anno: 2009

Mero, operaio specializzato in un cantiere nautico, è un padre single. Lorenzo, il figlio nato da una relazione con una ragazza albanese, è la sua unica ragione di vita e il sogno dell'uomo è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. Per questo lo allena duramente, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita. L'equilibrio di questo rapporto è sconvolto dal ritorno di Denisa, la madre di Lorenzo, e dall'incontro tra il figlio e la giovane Ana. Le prove per Mero non sono finite e dovrà confrontarsi con il dolore, con i propri pregiudizi e con la lontananza del nostro Nord Est.


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sabato, 14 novembre 2009

Roma - dal 6 novembre al 5 dicembre 2009
Giorgio Palmera - Al Jidar

Viale Dello Scalo San Lorenzo 55

orario: Lunedì 15-21
Martedì a Sabato 11-13:30/15-21

In occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino, Mandeep Photography presenta la mostra Al Jidar ( jidār al-fal al-ʿunūrī letteralmente: muro di separazione razziale) per riflettere su cosa effettivamente un Muro rappresenti nella vita quotidiana delle persone e di un Paese.

Gli abbracci spezzati

Gli abbracci spezzati - visualizza locandina ingrandita

Sceneggiatura: Pedro Almodóvar
Un uomo scrive, vive e ama nell'oscurità. 14 anni prima è stato vittima di un terribile incidente di macchina sull'isola di Lanzarote che non solo gli ha portato via la vista ma anche Lena, la donna della sua vita. Quest'uomo ha due nomi: Harry Caine, pseudonimo con il quale firma le sue opere letterarie, i suoi racconti e le sue sceneggiature, e Matteo Blanco, il suo vero nome, con il quale vive e firma la regia dei suoi film. Dopo l'incidente, Matteo Blanco si trasforma definitivamente nel suo pseudonimo Harry Caine. Visto che non può più dirigere i suoi film, preferisce sopravvivere con l'idea che Matteo Blanco è morto con la sua amata Lena in quell'incidente. Ormai Harry caine vive grazie alle sceneggiature che scrive con l'aiuto della sua fedele direttrice di produzione, Judit García, e del figlio di quest'ultima, Diego.Da quando è diventato cieco Harry ha sviluppato tutti gli altri sensi, non ultimo quello dell'ironia, e si è imposto un'amnesia volontaria che gli permette di continuare a godere della vita. Ha cancellato dalla sua biografia tutto quello che gli è accaduta 14 anni prima. Non ne parla più, e il resto del mondo ha dimenticato in fretta Matteo Blanco e lui è l'ultimo a volerlo resuscitare. Ma una notte Diego ha un incidente e Harry decide di occuparsi di lui. Durante le lunghe notti di veglia , comincia a raccontargli la sua storia per distrarlo, così come un padre racconterebbe una favola al figlio per farlo addormentare...
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giovedì, 12 novembre 2009

Decalogo

Il Decalogo (Dekalog) è una raccolta di 10 mediometraggi della durata di 55 minuti circa l'uno, liberamente ispirati ai dieci comandamenti. Sono tutti diretti dal regista polacco Krzysztof Kieślowski, il quale ne ha curato la sceneggiatura insieme a Krzysztof Piesiewicz. Il regista ci offre un quadro delle attuali infrazioni della legge morale.

Decalogo 1

Krzysztof è un professore universitario che, separato dalla moglie, si trova costretto a crescere il proprio figlio, Paweł, da solo.

Il padre è un grande appassionato di computer e pensa che tutta la vita possa essere descritta matematicamente attraverso l'uso del computer. Secondo lui, non esiste una dimensione trascendente della realtà: non esiste nessun Dio e quando si muore il cervello smette semplicemente di funzionare.

Alla visione atea del padre si contrappone la visione della zia, molto credente.

L'interesse per il figlio al mondo trascendente si scatena quando casualmente nota in strada un cane morto congelato, che lo porta a farsi domande sul senso della morte, su cosa essa sia.

Mentre il padre punta il discorso su come avviene la morte, la zia gli parla di una dimensione trascendente, che non può essere colta matematicamente (si ha un esempio di questo quando il bambino mostra alla zia un programma in grado di dire cosa sta facendo sua mamma in quel momento; alla zia, che ribatte che il programma non è in grado di dirgli ciò che la mamma sta sognando, il bambino risponde che è solo una questione di potenza del computer).

Un giorno il lago vicino a casa ghiaccia ed il bambino desidera andarci a pattinare. Il padre, allora, da bravo scienziato esegue una serie di calcoli al computer, che gli permettono di stabilire che il ghiaccio è in grado di reggere il suo peso. Per maggiore sicurezza esegue nuovamente i calcoli e va a verificarne l'esattezza con una prova empirica.

Accade però che il ghiaccio si rompe.

Il padre non lo sorvegliava (sicuro come era che il ghiaccio non si sarebbe rotto) e non sospetta di nulla nemmeno quando nota dei segnali premonitori (un'ambulanza che si dirige verso il lago, gli amici che non lo trovano, la lezione a cui è mancato, le persone che lo cercano per avvisarlo dell'accaduto). Comincerà a capire che non tutto è prevedibile quando il calamaio con cui stava scrivendo si rompe senza essere stato toccato. Decide quindi di andare a vedere cosa stava succedendo al lago, vede il buco nel ghiaccio ed i soccorritori ma stenta ancora a crederci (apprende che alcuni ragazzi stavano giocando nelle vicinanze e va a cercare suo figlio).

Il padre si arrende all'evidenza solo quando i soccorritori estraggono il corpo senza vita del bambino.

Dopo l'avvenimento il padre capisce che ci sono cose che non sono prevedibili matematicamente ma nonostante ciò si reca in una cappella dove per rabbia fa crollare un piccolo altare.

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domenica, 08 novembre 2009

 

"Venti di Libertà" 1989-2009: Roma celebra la caduta del Muro di Berlino
"Venti di Libertà" 1989-2009: Roma celebra la caduta del Muro di Berlino
Ricorre quest’anno il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Per celebrarne la memoria, Roma mette in piedi "Venti di libertà 1989-2009", un ampio programma di incontri e manifestazioni in spazi culturali pubblici e privati, in piazza e nei musei. Il tutto viene presentato oggi in Campidoglio (Sala delle Bandiere) alle 12, dal sindaco Alemanno e da Michael Steiner, ambasciatore tedesco in Italia .

Il Muro di Berlino non è stato solo una barriera di cemento di 155 km, ma anche il simbolo della divisione di una città, occupata ad est dai sovietici e nella parte occidentale dagli Alleati, e la rappresentazione fisica della Cortina di Ferro che ha diviso in due metà l’Europa durante la Guerra Fredda.

La caduta del Muro avvenne in un clima eccitato e festoso nella notte tra il 9 e il 10 novembre del 1989, quando una folla di berlinesi aprì i primi varchi e una moltitudine di abitanti di Berlino Est si riversò nella parte ovest della città, tra abbracci e brindisi.
Il mondo seguiva gli eventi con il fiato sospeso in mondovisione e quelle immagini diventarono il simbolo della crisi, e del successivo rapido crollo, dei regimi comunisti dell’Est. La caduta del Muro darà poi inizio a un profondo mutamento dello scenario politico, economico e socio-culturale europeo e mondiale.

"Venti di libertà 1989-2009. Roma celebra la caduta del Muro di Berlino" vuole dunque rievocare quel clima e fare il punto, a vent’anni di distanza, su quel fondamentale passaggio storico. "Venti di libertà" è organizzato dal Comune in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Goethe-Institut Rom, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

Il programma si articola in oltre 30 spettacoli, 38 mostre, 4 convegni, numerosi incontri e dibattiti ospitati dal Museo di Roma in Trastevere, dal Goethe Institut, dal Campidoglio. dai Mercati di Traiano, dal Palazzo delle Esposizioni, dal Nuovo Cinema Aquila, da 31 gallerie d’arte private e da numerose altre sedi.

Il clou è previsto per lunedì 9 novembre, giorno della libertà, ma le manifestazioni si protraggono per tutto il mese e oltre.

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domenica, 08 novembre 2009

Kebab

A due passi da Campo de' Fiori c'è un nuovo locale che merita un passaggio per li amanti del genere: il Kebab (alla faccia dell'originalità) si trova alla fine di via dei Cappellari (davanti alla pizzeria Acchiappafantasmi), un indirizzo giusto per gustare un kebab "come si deve".

L'ingresso è dominato da due enormi spiedi, uno con manzo, l'altro con pollo (misto di vitella con pollo e a volte anche pesce), entrambe da provare assolutamente, seduti comodamente sui tavolini del locale (al piatto o con il panino, entrambe le soluzioni meritano un assaggio) o passeggiando per i vicoli della migliore Roma by night.

I proprietari, di nazionalità egiziana, confezionano con cura i panini (abbondanti) con la piadina araba fatta in casa (ottima e molto morbida) da provare con le diverse salse disponibili: harissa, salsa di sesamo, salsa di ceci, salsa di patate e spezie. Insomma se vi piace il kebab è un posto da provare e riprovare.

Il Potere e la Grazia a Palazzo Venezia

Dall'8 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, Roma ospita a Palazzo Venezia la mostra ''Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d'Europa'', il racconto dell'affascinante e complesso intreccio tra la storia dell'Europa e dei suoi popoli e duemila anni di storia della santità cristiana.

Curata da Don Alessio Geretti del Comitato di San Floriano, la rassegna propone cento opere di artisti come van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo. Le opere daranno la percezione di sfogliare un antico codice istoriato da miniature d'eccezione, compiendo di stagione in stagione un vero e proprio viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia sociale e politica d'Occidente.

Tra tavole medioevali e dipinti imponenti, preziosi diademi e codici miniati, i capolavori dell'arte da un lato presentano conversioni e persecuzioni, battesimi e battaglie che hanno congiunto la vicenda dei popoli europei al cristianesimo, e dall'altro dischiudono le porte regali di una ideale iconostasi, confine dove si congiungono fede e bellezza, visibile e invisibile, temporale e spirituale.

La mostra di Palazzo Venezia consentirà di cogliere in controluce sulla mappa dell'Occidente la filigrana del rapporto tra Chiesa e comunità politica: un rapporto decisivo e complesso per spiegare da dove provengano all'Europa molte delle sue conquiste e delle sue grandezze. Questa esposizione si propone inoltre di affrontare e dare un contributo per sciogliere i più delicati nodi del dibattito culturale contemporaneo - le questioni delle identità, della laicità, delle civiltà e delle religioni - non con la fatica di ragionamenti serrati ma con il fascino del bello, attraverso cui intuire le soluzioni incarnate nella vita dei più santi degli europei e dei più europei dei santi. Originata dalla chiara ispirazione religiosa del suo curatore, la mostra può essere fruita anche con un'ottica laica, come esercizio per l'approfondimento e lo studio delle radici storiche e culturali dell'Europa e delle società di molti Paesi europei.

 

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sabato, 07 novembre 2009

L'uomo in più

L'uomo in più - visualizza locandina ingrandita

Sceneggiatura: Paolo Sorrentino
1980: Antonio Pisapia è un calciatore all'apice della propria carriera, Antonio "Tony" Pisapia è un cantante di musica leggera; entrambi sembrano avere il mondo ai loro piedi. Tony cantante è cinico, spavaldo, egocentrico; Antonio calciatore è timido, chiuso, fondamentalmente ingenuo e triste. "Mi sono svegliato tardi", dice Tony Pisapia, e il senso di inadeguatezza nell'affrontare la scomparsa del sogno accompagna i due protagonisti. E il fallimento incide la volontà e l'orgoglio. Tony, che solo pochi anni prima riempiva i teatri, canta ora, in una delle scene più cupe, in una piazza gelida e semi vuota. E il calciatore perde l'uso del ginocchio, la squadra, la donna, rimanendo solo con le proprie ossessioni. Quando ha la possibilità di provare a vivere ancora innamorandosi di un'altra donna, rinuncia, decidendo invece di segnare il suo più bel autogol. Il destino dei due protagonisti si sfiora fino ad incrociarsi, per un attimo. Antonio soccomberà mentre Tony sopravviverà per l'altro. L'unico barlume di speranza risiede nell'ironica scena finale che appare come un riscatto per Tony ma nell'aria, come un monito, aleggia sempre una delle sue ultime battute: che la vita, in fondo, è " 'na strunzata".
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sabato, 07 novembre 2009

villa ada. rm

villa ada. rm villa ada. rm

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sabato, 07 novembre 2009

Ristorante ZEN Fusion
Viale Eritrea 69

 

Il ristorante offre piatti di cucina giapponese e thai.

All'interno del locale, un arredamento minimal, giocato sui toni della terra e dell'ocra, con dei particolari a mosaico sui toni oro e sabbia e il leit motiv delle canne di bambù che formano dei punti luce su una parete divisoria, nonché una piccola ringhiera del soppalco che forma la seconda sala e alcuni particolari del bancone. I tavoli sono color legno scuro, l'effetto complessivo risulta molto gradevole.

L'uomo che fissa le capre

Regia: Grant Heslov Con: Ewan McGregor - George Clooney - Jeff Bridges - Kevin Spacey - Robert Patrick Anno: 2009

Un giornalista crede di aver trovato lo scoop della sua carriera quando in Iraq incontra Lyn Cassady, un tipo che sostiere di aver fatto parte di un'unità speciale dell'esercito che utilizza poteri paranormali nelle sue missioni.

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venerdì, 06 novembre 2009

L'amico di famiglia

L'amico di famiglia - visualizza locandina ingrandita

Sceneggiatura: Paolo Sorrentino

Geremia De' Geremei, settantenne, usuraio, bruttissimo, lercio, ricco e tirchio, cinico ed ironico, ha un rapporto morboso, ossessivo, malato con qualsiasi cosa. Con la madre, il padre, i soldi, le donne, insomma con la vita. Per questo, pensa di essere solo. E invece non è solo. Sono tutti come lui. Siamo tutti come lui...

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martedì, 03 novembre 2009

Morte Alda Merini, funerali di Stato mercoledì in Duomo a Milano

Alda Merini
cantò il dolore degli esclusi

E' morta a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Protagonista della scena culturale italiana, e considerata la più grande poetessa italiana vivente, era ricoverata all'ospedale San Paolo (la camera ardente sarà allestita a Palazzo Marino) da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di indigenza - per scelta - tanto che i pasti quotidiani le venivano portati dai servizi sociali comunali. Ha cantato gli esclusi e ha vissuto la malattia mentale. Le esequie si terranno mercoledì 4 novembre in Duomo a Milano: funerali di Stato, ha annunciato il sindaco Letizia Moratti dopo il via libera del Consiglio dei ministri. 
La salma sarà poi tumulata al Famedio del cimitero Monumentale, che ospita alcune delle più importanti celebrità legate a Milano.

UNA TARGA IN MEMORIA - Per tutta la giornata la casa della poetessa sul Naviglio Grande è stata meta di un incessante pellegrinaggio di tanti milanesi che hanno voluto dimostrare l'affetto per la loro Alda con un messaggio o un semplice segno di croce davanti al palazzo sulla ripa di Porta Ticinese dove la scrittrice viveva. Su quel portone il Comune apporrà una targa alla memoria e l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ha già annunciato che intitolerà alla Merini una festa della poesia il prossimo 21 marzo, giorno del compleanno della scrittrice. Di certo ad Alda Merini avrebbe fatto piacere essere ricordata nel primo giorno di primavera.

"Il successo è come l'acqua di Lourdes, un miracolo. La gente applaude, osanna e ti chiedi: ma cosa ho fatto per meritare tutto questo? Penso che la folla, anche piccola, che ti ama ti aiuta a vivere. In fondo un poeta ha anche qualcosa di istrionico e di folle. Per questo il manicomio è stato per me il grande poema di amore e di morte. Ma anche questo luogo oggi è distante. Mi capita a volte di rivederlo in sogno. Io sogno tantissimo. E tra i sogni ne ricorre uno: sono dentro a un luogo chiuso, e io che cerco le chiavi per uscire. Forse sono mentalmente ancora in quel luogo che mi ha ucciso e mi ha fatto rinascere. Mi sento una donna che desidera ancora. Oggi per esempio vorrei che qualcuno mi andasse a comprare le sigarette. Non ho mai smesso di fumare, né di sperare".

Fin dai primi anni del suo lavoro poetico, conobbe e frequentò maestri come Quasimodo, Montale e Manganelli che la sostennero e promossero la pubblicazione delle sue opere. Dopo La presenza di Orfeo (e alcune poesie singole pubblicate in diverse antologie), escono Nozze romane e Paura di Dio. La Merini, nel frattempo si era sposata con Ettore Carniti (1953) e aveva avuto la sua prima figlia Emanuela. Al pediatra della bambina aveva dedicato la raccolta Tu sei Pietro (1961). Comincia qui un altro periodo difficile costellato di ricoveri e ritorni a casa, ma anche allietato dalla nascita di altri tre figli. Con un lungo periodo al "Paolo Pini". Dal 1972 al 1979 la situazione a poco a poco migliora e la poetessa torna a scrivere. E racconta in poesia e prosa la sua esperienza (La Terra Santa).

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